Non solo Romeo e Giulietta: Verona può vantare un altro celebre legame letterario, quello con Dante Alighieri, di cui nel 2021 si ricordano i 700 anni dalla morte. La città scaligera celebra l’anniversario in grande stile, con una serie di iniziative dedicate all’esule fiorentino. «Un programma ricchissimo racconterà Dante a Verona ma anche la Verona di Dante. Un legame che si snocciola tra piazze, strade e chiese perché la nostra città è ricca di testimonianze» ha affermato l’assessora alla Cultura Francesca Briani. Mostre, spettacoli, convegni: tante sono le proposte per il 2021, raccolte nel sito danteaverona.it.

Dante’s Box

Un progetto già disponibile al pubblico è “Dante’s Box. Voci e suoni dalla Divina Commedia”, a cura di Fabrizio Arcuri con musiche di Giulio Ragno Favero. Come da un jukebox, sette compagnie teatrali veronesi selezionano 21 canti, creando altrettante puntate radiofoniche con musiche ed effetti sonori che ne arricchiscono l’atmosfera. Le prime sono già disponibili su varie piattaforme, fra cui Spotify. Un modo, per gli attori veronesi, di restare in contatto con il proprio pubblico, esiliato dai teatri chiusi. «È diverso dal rapporto diretto con il pubblico, ma le finalità sono differenti. Qui tutto si concentra sull’ascolto, scegli un canto in cui immergerti» spiega Sabrina Modenini di Casa Shakespeare, una delle voci di Dante’s Box. «In questo periodo di resistenza ci siamo allenati a nuove tecniche che, come altri progetti, credo resteranno a prescindere dal periodo».

Verona, Shakespeare e Dante

Arena, via Mazzini, piazza Erbe, statua di Giulietta. Il tour del turista mordi-e-fuggi comprende solo la tragica eroina del Bardo, mentre è più oscuro il legame dantesco con la città. «Possiamo giocarci tante altre carte, anche in questo rapporto pluricentenario con il più grande poeta d’Italia» dice Andrea De Manincor. «Verona può diventare capitale dantesca a tutti gli effetti andando anche oltre Shakespeare. E se lo diciamo noi di Casa Shakespeare!».

L’arcinota diatriba fra Montecchi e Capuleti è forse più abbordabile di un poema in terzine di endecasillabi. La storia di Romeo e Giulietta è stata raccontata e rielaborata in ogni forma, mentre la Divina Commedia rischia restare nei libri di scuola. «Dante può sembrare ostico, ma ritengo che, non solo per veronesi, possa diventare più “pop”. Recentemente lo ha portato in tv anche Roberto Bolle, ma non dimentichiamo Benigni e Gassman. Dante diventa contenuto popolare perché dà l’abbrivio a un’ironia su sé stessi e gli altri. Ma Dante è talmente grande che, da tutte le parti si voglia vedere, può uscire il contenuto pop o vicino al gusto della contemporaneità».