Verona si veste di cultura, trasformando l’Arena in Agorà della Bellezza. Qui l’Eros, forza vitale che muove il mondo, sarà al centro di riflessioni, spettacoli e concerti, tra sacro e profano. In un’edizione particolare, dedicata alla memoria di Philippe Daverio, recentemente scomparso, ispiratore e protagonista di tutte le edizioni del Festival; in questa avrebbe raccontato la Vienna di Klimt e Schiele.

Il video in ricordo di Philppe Daverio, pubblicato sul sito del Festival, accompagnato dalla didascalia “Amico Philippe, sarai sempre con noi”.

Ad aprire la seconda parte del Festival, l’11 settembre, la lectio di Alessandro Baricco “Sul Tempo e sull’Amore” e il racconto con musica di Mogol sull’influenza della canzone a partire dalla svolta degli anni ’60; chiude il 19 settembre il monologo teatrale di Alessio Boni “Il gioco drammatico della seduzione” e il racconto con canzoni “Devo molto all’amore” di Gianni Morandi e Michele Serra.

Riflessioni filosofiche con Massimo Cacciari, Umberto Galimberti, Massimo Recalcati e letterarie con Gioele Dix sull’ironia nell’eros. Alessandro Baricco propone una narrazione-concerto con la pianista Gloria Campaner e l’Orchestra Canova su Beethoven e l’invenzione della musica classica a 250 anni dalla nascita del compositore.

Tre appuntamenti prevedono l’Arena con palco al centro e pubblico attorno a 360°, in un’ambientazione caratteristica e suggestiva: il concerto antologico di Edoardo Bennato, la conversazione di Federico Buffa con Flavio Tranquillo su “Michael Jordan The Last Air Dance” e la lezione-concerto di Morgan con Vittorio Sgarbi sul rock e l’arte negli anni ’60.