marcello simoni

Ospite venerdì scorso in Villa Mosconi Bertani per il sesto appuntamento con la rassegna L’avventura oltre l’avventura, lo scrittore ferrarese Marcello Simoni ha raccontato tutta la sua passione il thriller storico, genere di cui è considerato un maestro. Oltre un milione e mezzo di copie vendute con i suoi libri e grande successo sta avendo il romanzo presentato a Negrar, Il monastero delle ombre perdute.

È considerato dalla critica uno dei maestri italiani del thriller storico, nonostante la sua giovane età. Marcello Simoni, scrittore classe 1975, nato a Comacchio, nel ferrarese, è stato ospite venerdì scorso nella meravigliosa cornice di Villa Mosconi Bertani, ad Arbizzano, per il sesto appuntamento previsto dalla rassegna L’avventura, oltre l’avventura, organizzata dall’Università del Tempo Libero e dall’Assessorato del Comune di Negrar.

Più di un milione e mezzo di copie vendute finora da Simoni, già Premio Bancarella e Premio Salgari nel 2012. A Negrar l’autore ha affascinato il pubblico con il suo ultimo romanzo, Il monastero delle ombre perdute, edito del Giulio Einaudi editore in questo 2018, del quale ha parlato assieme al moderatore della serata, Giovanni Ridolfi.

Ambientato nella Roma del 1625, il romanzo richiama in tutto il suo svolgimento la passione di Simoni i dettagli storici e per l’archeologia, professione, quest’ultima che lo scrittore ferrarese ha esercitato in passato.

Una passione per il romanzo storico che Simoni cerca di condividere con i suoi lettori anche nel Monastero delle ombre perdute, il cui inizio è ambientato nelle catacombe di Domitilla, dove viene rinvenuto il cadavere di un Cavaliere di Santo Stefano appena tornato dal mar Egeo e accanto a lui il corpo una donna nuda con la faccia di capra. Si tratta di stregoneria o di un movimento eretico?

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