Arriva a Verona la mostra fotografica di JJ Levine, artista ecelttico che con il suo lavoro mette in discussione ciò che crediamo riguardo a genere e sessualità. Lui o lei? Sta a voi decidere.

Maschio o femmina? Lui o lei? È la prima domanda che si pone chiunque si ritrovi davanti alle fotografie dell’artista canadese JJ Levine, che è possibile ammirare fino al 3 aprile nello spazio dedicato a Libre, innovativa libreria di Verona. Il progetto in questione, Switch – il gioco delle identità, vincitore nel 2012 del Pride Photo Award di Amsterdam, è proprio questo, un gioco: si tratta di una serie di dieci dittici in cui i modelli impersonano a turno il ruolo dell’uomo e quello della donna. Lo scambio non si riferisce soltanto agli abiti, alle acconciature o agli accessori, ma si intuisce come l’appartenenza a un genere sia data da qualcosa di più sottile, l’atteggiamento, la postura, ma soprattutto il modo di interpretare un concetto radicato nella nostra percezioni dei ruoli maschili e femminili.
Il risultato è sorprendente: si fatica a distinguere chi è l’uomo e chi è la donna in questi ritratti fotografici, una confusione visiva che rende evidente ciò che l’autore stesso definisce “l’instabilità del genere sessuale”.
Dietro queste fotografie c’è la volontà di distruggere qualsiasi convenzione riguardo al genere, ma con un umorismo sottile che delle forme convenzionali fa il suo cavallo di battaglia: le immagini sembrano quasi essere una parodia di quelle, patinate e a modo, scattate negli USA e in Canada in occasione dei prom, i balli scolastici di fine anno.
JJ Levine non è nuovo a questi temi: l’artista, che si autodefinisce “gender queer”, di genere non conforme, realizza spesso progetti ispirandosi alla sua vita personale e a quella di chi lo circonda. Spesso i suoi lavori sono realizzati con una volontà quasi “politica”, con il preciso intento di sollevare questioni e dibattiti intorno al genere e a nuove modalità di pensarlo.
Dopo Montreal, Toronto, Parigi e Bilbao, JJ Levine espone per la prima volta in Italia, proprio a Verona.
Lo spazio scelto, a Libre, non è casuale: la libreria-cooperativa sociale che da settembre del 2013 anima il quartiere di Veronetta, nasce come spazio libero, appunto, un luogo dove la cultura racchiusa nei libri, la cultura dei diritti, della legalità e, non ultima, la cultura del genere trovano sempre posto.

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