Con l’avvicinarsi della Giornata mondiale del libro, abbiamo pensato di chiedere l’opinione sull’andamento dell’editoria per ragazzi e adulti a Silvia Blezza Picherle, ricercatrice e docente di Letteratura per l’Infanzia e Pedagogia della lettura, Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, già docente di Educazione per adulti.

di Alessandra Scolari

Il 23 aprile si celebra la Giornata mondiale del libro. L’appuntamento  rende omaggio ai libri e pone delle riflessioni sull’editoria. Questi, almeno, gli obiettivi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per educazione, scienza e cultura che nel 1995 ha proposto questa ricorrenza. La professoressa Silvia Blezza Picherle – esperta di fama nazionale nell’educazione e promozione della lettura dai bambini, agli adulti – ha dedicato la sua vita alla letteratura  per l’infanzia e l’adolescenza, pubblicando saggi, articoli e libri. Ne citiamo solo alcuni: Libri, Bambini e ragazzi. Incontro tra educazione e letteratura (2004), Raccontare Ancora: la scrittura e l’editoria per ragazzi (2007), Formare lettori, promuovere la lettura (2015), Astrid Lindgren. Una scrittrice senza tempo e confini (2016).

Professoressa, i bambini digitali (0-10 anni) sono ancora interessati alle storie? E ai libri?   

Le storie, come dice Jonathan Gottschall, sono nel DNA dell’essere umano, perché  permettono di conoscere il mondo, la vita e di fantasticare. Anche i ragazzi sono grandi fruitori di storie che oggi trovano anzitutto sui media.  I bambini (0 a 10 anni) amano le storie descritte nei libri e negli albi illustrati (picture books), se sono belle e stupefacenti. Dalla mia pluriennale esperienza e dalle ricerche è emerso che i bambini digitali quando scoprono libri belli proposti in modo diverso dalle consuete promozioni e animazioni diventano lettori: in loro scoppia l’amore per la lettura che perdura.

Come scegliere i libri e quali filoni privilegiare?

I bambini e i ragazzi (0-18 anni) hanno diritto a libri di qualità. Ciò significa  originalità della storia e del testo scritto, una scrittura non scontata e illustrazioni artistiche. Non ci sono generi privilegiati. Ai ragazzi vanno offerte più proposte affinché, ognuno trovi il suo libro. A scegliere si impara frequentando gli esperti che indicano criteri.

Nelle biblioteche comunali aumentano la richiesta di libri per l’infanzia, mentre diminuiscono i prestiti agli adolescenti?

Questo è trend nazionale evidenziato dai dati Istat. Un problema nato agli inizi anni Ottanta. Molteplici sono le cause. Oggi i ragazzi sono immersi nei social media che richiede loro del tempo, però il problema va collegato alla scuola. In particolare alle metodologie messe in atto negli anni Ottanta nelle scuole medie – schede, analisi, imposizione di determinati libri – che demotivano gli allievi alle lettura, intesa come crescita umana e piacere emotivo-cognitivo.  Le biblioteche con promozioni mirate per gli adolescenti, possono incidere, ma non sopperire alle molte carenze della scuola. Tema sollevato subito dagli studiosi, ma poco si è fatto e solo in alcune isole “felici”.

Viviamo in un  periodo in cui i libri sugli scaffali proliferano come funghi. Pare ci siano più scrittori che lettori…

La situazione dell’editoria in Italia è complessa: domina la ricerca del profitto economico a tutti i costi. Le case editrici di oggi rincorrono spasmodicamente le novità, che non sempre vuol dire qualità.  Non c’è interesse per il marketing etico, legato al reale valore. Il problema è che questa logica si è spostata anche sull’editoria per ragazzi.  Così gli scaffali si riempiono di libri (alcuni con importanti promozioni alle spalle), a scapito di opere belle. Parola d’ordine dei grandi editori è: vendere. Spesso solo le piccole e medie case editrici rappresentano l’eccellenza italiana e cercano la qualità.

Ascolta l’audio dell’intervista

Per info: www.raccontareancora.org