di Mareva De Frenza

Leggere quest’iscrizione ha da sempre rappresentato un problema, non tanto per lo stato di conservazione che si presenta piuttosto buono, quanto per la collocazione, nascosta dai tavolini e dalle sedie di una gelateria, al civico 6 di via Diaz. Il blocco venne posizionato sul fianco sinistro, una volta spostato dalla sua collocazione originaria, la necropoli che sorgeva lungo la via Postumia e riutilizzato come semplice materiale da costruzione nelle antiche mura.

Scovarla è un’operazione difficile oltre che fonte di imbarazzo per chi volesse chiedere, per esempio a qualche gentile signora, comodamente seduta, di alzarsi per ammirare ciò che si cela alle sue spalle, in basso, a livello del suolo. Quando finalmente la si osserva, incuranti dell’espressione stupita della signora che gentilmente si è nel frattempo alzata, si viene pervasi da una vera soddisfazione perché il tesoro, tanto agognato, è finalmente stato trovato.

[-T]enatio / L(uci) f(ilio) / [P]rimioni / [mi]liti praetor(iano)  / chort(is) IIII / [ch]orographiar(io) / [ite]m caelatori / [fil]io piissimo mater

A Tenazio Primione, figlio di Lucio, soldato pretoriano della quarta coorte, topografo ed incisore, figlio affettuosissimo, la madre (dedicò).

L’iscrizione ricorda Tenazio Primione che nel corso del I secolo d.C. militò nel corpo dei pretoriani e precisamente nella quarta coorte. Sotto l’imperatore Claudio, che regnò dal 41 al 54 d.C., si cominciò ad arruolare nel corpo anche soldati provenienti dalle regioni del Nord Italia, come la Venetia et Histria di cui Verona faceva parte. Come Tenazio Primione, anche Lucio Tenazio Valente, pretoriano della undicesima coorte, originario di Verona, che morì invece a Roma, luogo di rinvenimento della sua iscrizione, all’età di trentuno anni dopo averne trascorsi tredici nell’esercito. La Guardia pretoriana, corpo militare a disposizione degli imperatori romani, di cui ne decretò spesso ascesa e declino, venne utilizzata per diversi compiti soprattutto come guardia del corpo, nella difesa della persona dell’imperatore. Era anche utilizzata in azioni di polizia e di spionaggio e come supporto ai vigiles, i soldati incaricati dello spegnimento degli incendi  che frequentemente si verificavano nella città di Roma dove il corpo aveva sede, nei Castra Pretoria, tra il colle Viminale ed Esquilino, un’importante costruzione ancora oggi in gran parte visibile. Nell’ambito della quarta coorte pretorianaTenazio Primione ricoprì un ruolo altamente specializzato, come racconta la sua epigrafe: si occupava di fare i rilievi topografici (chorographiarius) e di inciderli sul metallo (caelator).

Si trattava dunque di colui che rilevava i dati topografici raccolti sul campo e poi li trasferiva sul bronzo per dare luogo a delle vere e proprie operazioni catastali i cui dati confluivano nelle formae, tavole di bronzo con l’indicazione di posizione ed estensione dei vari lotti di terreno con i nomi dei proprietari, esposte presso gli archivi della città. E da Verona, precisamente dagli scavi di Corte Sgarzerie, proviene un importante frammento, realizzato in bronzo, su cui sono incisi alcuni limiti della divisione agraria della campagna veronese in epoca romana, con l’indicazione dei nomi dei proprietari dei terreni e la loro estensione, espressa in unità di misura romane.