Home Cultura Villa Cortesele, de Zuccato: «Sogno la musealizzazione del sito»

Villa Cortesele, de Zuccato: «Sogno la musealizzazione del sito»

Nella frazione di Villa a Negrar di Valpolicella (Verona), nel podere Cortesele, oltre un secolo fa furono scoperte le tracce di una grande villa di epoca romana. La Soprintendenza di Verona è tornata negli ultimi anni a studiarne lo stato di conservazione. I lavori sono stati svolti dal dott. Gianni de Zuccato, che racconta l'importanza culturale di questa scoperta.

Nel 1886 nella frazione di Villa in comune di Negrar di Valpolicella (Verona), nel podere Cortesele, furono scoperte le tracce di una grande villa di epoca romana. Venne in luce anche un mosaico. Dal 2016 la Soprintendenza è tornata ad operare nell’area al fine di rintracciare il sito e documentarne lo stato di conservazione. I lavori sono stati svolti dal dott. Gianni de Zuccato, che racconta l’importanza culturale di questa scoperta.

«La Villa dei mosaici delle Cortesele a Negrar è stata riscoperta da poco tempo grazie al lavoro della Soprintendenza di Verona. Ha un duplice valore questa riscoperta per la tutela e conservazione di questo bene, perché si era a conoscenza della sua presenza ma si erano perse le sue tracce. Oltretutto poteva esserci il pericolo, dati i numerosi lavori di costruzione o attività nella zona, che qualcosa potesse andare rovinato o perso. L’altro aspetto importante della ricerca è invece la prospettiva di poter riscoprire e rivedere un bene che stava sottoterra e quindi non era fruibile se non dagli addetti ai lavori» spiega de Zuccato.

«L’aspetto particolare della villa è la bellezza dei mosaici, apprezzabile da chiunque. Non si è solo recuperato lo scavo di un secolo fa, da Tina Campanile, la prima donna archeologa italiana, ma questo nuovo intervento ci sta permettendo di recuperare tutta l’estensione della villa. Speriamo di capire di che villa si tratti, è probabilmente anche una realtà produttiva, con un terreno intorno» prosegue. «Ogni giorno vengono alla luce nuovi reperti, che dà una dimensione tutta nuova della villa. Una ricerca che mi entusiasma moltissimo».

«Spero che questo diventi un patrimonio godibile e fruibile per tutti, coinvolgendo la popolazione e musealizzando il sito con la possibilità di sussidi per anche tutti gli strumenti che potrebbero servire ai visitatori per interpretare la realtà che hanno davanti» continua. «Questa realtà è importante perché siamo a Negrar, quindi legata alla realtà della viticoltura. Quindi è importante per la gente anche per ritrovare le proprie radici. Abbiamo trovato un proprietario del terreno molto sensibile, la Cantina La villa dei fratelli Benedetti, che ha supportato economicamente le attività di scavo».

«Spero che in breve tempo allo scavo segua un intervento conservativo e questa realtà venga protetta da una copertura, come ad esempio la Villa dei Mosaici di Spello in provincia di Perugia, con una copertura integrata nell’ambiente. Una realtà ecocompatibile ad impatto zero. In modo da musealizzare il sito della Villa Cortesele e proteggerlo» conclude. «Spero che le realtà economiche e produttive siano sensibili e generose e guardino al bene comune di questa realtà per il presente e il futuro».