Verona Tocatì Marco Bonfichi
Foto di Marco Bonfichi

Essere veronese, sentirsi veronese, tifare Verona, evidentemente, non è sempre consentito. Di sicuro non in economia, più probabile nello sport. Chi ha provato a difendere un patrimonio storico, finanziario, valoriale come Cattolica Assicurazioni (e ancora prima l’ex Banco Popolare e poi Agsm per citare gli ultimi casi più significativi) è stato deriso, sminuito, accusato, etichettato: “provinciali”.

Peccato che quel provincialismo sia stato per decenni uno dei motori di crescita della nostra città. A partire dalla triade, anzi dal triumvirato, Giorgio Zanotto, Renato Gozzi e Carlo Delaini che misero tra gli anni Cinquanta e Sessanta proprio Verona, e il loro sentirsi veronesi, alla base di scelte strategiche e lungimiranti di cui oggi non c’è minima traccia.

Veronesità non significa escludere, ma preservare per valorizzare. Valutare con attenzione e serietà, riflettere su 124 anni di storia, di intrecci valoriali, di ricadute socio economiche sul territorio scaligero – come nel caso della Società Cattolica di Assicurazione, fondata nel 1896 – non è un tentativo di chiusura su se stessi o un’incapacità di aprirsi al nuovo. Tutt’altro. È il punto di partenza per rafforzare un’identità sempre più necessaria in un contesto fluido, sfidante e globalizzato.

Stiamo perdendo punti fermi, punti di riferimento, asset identitari la cui dipartita ci impoverisce non tanto economicamente, ma soprattutto dal punto di vista dell’autostima e dell’autorevolezza. Cosa vuole essere Verona nei prossimi anni? Cosa vuole fare Verona da grande? Ricevere ordini e sottostare a regole di altri, o contribuire a crearle?

Sentirsi protagonisti all’interno di un piano complessivo presuppone di avere delle carte buone da giocarsi al momento opportuno, noi le stiamo regalando, svendendo con leggerezza, superficialità, poca trasparenza, nell’interesse di pochi. A settembre ci sarà la diciottesima edizione di Tocatì, ospite d’onore in questo anno condizionato dall’emergenza Covid-19 saranno le Italie dei borghi, tredici splendidi borghi del Bel Paese che, orgogliosamente, collegati dal luogo di origine, presenteranno i giochi e le tradizioni di cui sono custodi.

Identità e custodia, per sentirsi unici, per farsi ammirare da tutta Italia, da tanti paesi nel mondo collegati in streaming. Identità e custodia, l’esatto contrario di provincialismo, binomio di cui far tesoro, seriamente, e sinonimo, stavolta sì, di veronesità.

Pantheon 113 Speciale Tocatì, cosa c’è dentro il nuovo numero