Editoriale di Matteo Scolari

Che internet e i cosiddetti nuovi media, tra cui i social network, abbiano completamente rivoluzionato stili di vita e dinamiche sociali a livello globale rispetto a qualche anno fa, è senza dubbio un’ovvietà.

Non tutti, però, hanno un’idea chiara di quanto sia divenuto centrale lo scenario digitale nella quotidianità delle persone e degli italiani.

Secondo una recente indagine di Audiweb Trends, che monitora la diffusione dell’online nel nostro Paese, sono 42,5 milioni i connazionali che nel 2015 dichiarano di poter accedere a internet da qualsiasi luogo o con qualsiasi strumento che dispone di connessione: stiamo parlando dell’86,3% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni. Un trend di penetrazione in crescita del 4,7% negli ultimi due anni, trainato dalla diffusione degli smartphone, quest’ultimi veri e propri computer portatili che, rispetto al 2013, aumentano del 45,3% raggiungendo 32,7 milioni di individui.

Assieme alla disponibilità di strumenti portatili (in inglese “device”), cresce e cambia anche la fruizione della rete. Sempre secondo Audiweb, a dicembre 2015 sono stati 25,6 milioni gli italiani tra i 18 e i 74 anni che hanno navigato in internet, in crescita del 3% rispetto allo stesso mese dall’anno precedente.

Inoltre, il numero di persone che accede al web da mobile, sia smartphone che tablet, ha quasi superato gli accessi da PC raggiungendo i 22,4 milioni di individui (contro i 23,1 milioni da PC). Su mobile viene trascorso più del 70% del tempo in cui si è connessi a internet, con quote ancora più alte nelle fasce più giovani.

E se questa presenza massiccia e crescente sulla rete ha degli effetti immediati e sensibili nel mondo degli acquisiti, specie quelli di largo consumo (quasi 10 milioni di persone visitano i siti delle insegne della Grande Distribuzione), è vero anche che cambia l’approccio all’informazione.

Oggi una parte consistente dell’informazione viaggia online. Notizie e approfondimenti vengono letti non più solo dalle homepage delle testate e attraverso i motori di ricerca, ma anche con la condivisione dei contenuti sui canali social. Un’esperienza ormai quotidiana, di cui spesso neanche ce ne accorgiamo, è quella di leggere un post su un tema che ci interessa e di aprire il link che vi è contenuto, che riporta al sito fonte della notizia o a un altro contenuto multimediale di approfondimento.

Facebook, in questo scenario, regna sovrano, e non a caso, da aprile, ha reso disponibile per tutti una nuova applicazione chiamata Instant Articles, un formato di lettura degli articoli già testato negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Italia con la sperimentazione su La Stampa, che permette la visione immediata della pagina di un giornale sui cellulari abbinandovi una serie di funzioni interattive.

Instant Articles permette di zoomare ed esplorare le foto ad alta risoluzione inclinando il telefono, vedere animarsi i video in auto-play scorrendo la pagina, esplorare mappe interattive, ascoltare didascalie in audio, condividere e commentare singoli paragrafi.

Anche l’edizione digitale di Pantheon, da questo numero, presenterà alcune novità. Arriveremo anche su Facebook, ma intanto, dall’edizione online n.70 del giornale, ci sarà la possibilità di accedere a contenuti multimediali di approfondimento costituiti principalmente da video interviste.

Un Pantheon, quindi, che segue le tendenze della comunicazione globale diventando, oltre che magazine cartaceo e digitale (www.verona-pantheon.com), anche un video giornale in cui la presenza di contenuti digitali sarà sempre maggiore.

Siamo nell’era del web 3.0, stiamo imboccando la strada per il futuro.

 

L’edizione digitale di Pantheon, da questo numero, presenterà alcune novità. Dall’edizione online n.70 del giornale, ci sarà la possibilità di accedere a contenuti multimediali di approfondimento costituiti principalmente da video interviste.