Penna su carta

Io sono dell’opinione che la mia vita appartenga alla comunità, e fintanto che vivo è un mio privilegio fare per essa tutto quello che mi è possibile.

(George Bernard Shaw)

di Matteo Scolari

“Cosa dovrebbero fare i giovani della loro vita, oggi? Molte cose, ovviamente. Ma la cosa più audace è quella di creare comunità stabili in cui la terribile malattia della solitudine può essere curata”. Scriveva così, qualche anno fa, il filosofo contemporaneo americano, di origine tedesca, Kurt Vonnegut, scomparso nel 2007, all’età di 85 anni.

Comunità e solitudine, la prima come antidoto della seconda. Una chiave di lettura moderna, e quanto mai attuale, della realtà. Dopo i vili attentati di Barcellona, e ancora prima di Londra e Parigi, ci sentiamo tutti un po’ più soli e impotenti di fronte a una strategia del terrore che risulta, di fatto, imprevedibile.

I new jersey posizionati in Piazza Bra in maniera permanente, o almeno fino a fine ottobre quando saranno terminati i grandi eventi areniani, e le nuove norme antiterrorismo previste non solo in città, ma in molte zone della provincia, anche sul Lago di Garda, ci fanno toccare con mano una vulnerabilità, fisica e psicologica, che fino a pochi anni fa non riuscivamo nemmeno a immaginare.

Di fronte a tanta incertezza a tanta solitudine, come la definirebbe proprio Vonnegut – la risposta migliore e più efficace, anche se sembra scontata, è quella di evitare di chiudersi a riccio, di farsi vincere dalla paura, di rinunciare a quel concetto permeante di comunità stabile, con i suoi intrecci culturali e le sue interrelazioni umane, di cui il filosofo statunitense amava parlare nei suoi scritti.

Non a caso anche un evento internazionale come il Tocatì, che nasce a Verona e coinvolge migliaia di persone – di cui molti giovani – provenienti da ogni parte del mondo, insiste proprio su questo concetto. Da oltre quindici anni il Festival dei Giochi in Strada fa dell’aspetto ludico l’elemento aggregante di più comunità, italiane e straniere; elemento che trova il suo compimento proprio in luoghi simbolo per l’incontro, quali piazze, vie e strade. «Una vera missione quella del Tocatì – sottolinea il presidente dell’Associazione Giochi Antichi, Giorgio Paolo Avigo – che va esattamente nella direzione opposta di chi desidera diffondere terrore e insicurezza».

E a fianco delle centinaia di volontari del Festival che portano avanti questo impegno con grande merito e dedizione, per la prima volta ci saremo anche noi di Verona Network. La redazione di Pantheon è stata scelta dagli organizzatori, per il 2017, come media partner ufficiale della manifestazione. Assieme allo staff Comunicazione del Tocatì, per mezzo di interviste, videoclip, dirette sui social, incontri con ospiti speciali, ci impegneremo per amplificare ulteriormente il vero messaggio che ci vede tutti quanti uniti contro la paura, contro la solitudine.

Il sogno a cui non vogliamo assolutamente rinunciare è quello di una Verona città aperta. Non ora. Non per il volere di pochi.