Editoriale di Matteo Scolari

Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle. Denis Waitley

«La ripresa c’è, avanti con le riforme». È questa la chiosa finale pronunciata dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco intervenuto il 26 maggio scorso, a Roma, in occasione dell’assemblea annuale della banca centrale italiana. Parole di lieve ottimismo, sempre molto prudenti e attente, che ricordano che «in Italia, nel 2014, è stata avviata un’azione di riforma riconosciuta a livello internazionale i cui i benefici non sono immediati, ma che proprio per questo va allargata, sostenuta e accelerata nella sua fase di attuazione per non deludere le aspettative di cambiamento e per sostenere, nel tempo, una crescita occupazionale».

Un’uscita dal tunnel buio della crisi? Sarebbe troppo bello. E comunque sarebbe troppo presto per affermarlo. Tuttavia, ho deciso di riportare queste considerazioni del Governatore di Bankitalia in apertura di editoriale perché ripropongono, ancora una volta, un atteggiamento mentale che sta fortunatamente riaffiorando tra le persone. Sta tornando, a mio avviso, la consapevolezza che da una situazione difficile, talvolta drammatica, dal punto di vista economico e sociale, si possono sempre trovare soluzioni e spiragli.

Certo, lo stesso Visco sottolinea che per attuare un vero cambiamento, un’inversione di rotta rispetto ai trend negativi di questi ultimi anni, le aziende si devono impegnare in modo serio nei processi di innovazione e le banche devono tornare a erogare maggiore credito alle imprese stesse. Uno sforzo comune, da ambo le parti, che può portare a una stabilizzazione della crescita, non solo in termini di PIL, ma anche a un ritorno di fiducia ed entusiasmo tra la gente. Quello che tutti ci auguriamo da tempo.

Rimanendo sempre in tema di entusiasmo, non posso non coinvolgervi brevemente anche nel viaggio ad Expo che abbiamo effettuato sabato 16 maggio assieme ai collaboratori di Pantheon e a tutti i volontari di VeronaExpo. É stato il primo di una lunga serie e ci siamo divertiti tantissimo. Dell’Esposizione Universale di Milano ne abbiamo parlato a lungo, cercando di raccontare o di immaginare assieme a voi sulle edizioni precedenti di Pantheon, atmosfere, luoghi, colori, musiche e sensazioni. Ebbene, adesso che ci siamo stati possiamo dirvi che si tratta davvero di uno spettacolo meraviglioso a cui vi invito tutti a partecipare.

Le persone che erano con noi e che sono andate nei giorni successivi con i pullman organizzati dall’Associazione temporanea di scopo VeronaExpo, hanno espresso la volontà di tornare al più presto per rivivere un’emozione davvero straordinaria.

Ma Expo non è solo un luogo di divertimento. Tornando al nostro discorso iniziale, parlando di crescita e fiducia nel futuro, a Milano troverà un posto anche la nostra Verona. Venerdì 12 giugno alle ore 11.00, all’interno del padiglione della Sierra Leone, VeronaExpo terrà un conferenza stampa di presentazione del progetto “Carta di Verona”, un’iniziativa che, come leggeremo nelle prossime pagine del giornale, cercherà di formulare e di rendere disponibile al termine dell’Esposizione (31 ottobre 2015) un documento di intenti e proposte che interessi da vicino i principali temi che riguardano la nostra città.

Come vedete c’è tanta voglia di fare. C’è tanta voglia di sognare.