La ripresa economica c’è, e si sente. Ce lo dicono i numeri, e poi lo vedremo; si legge anche negli occhi della gente, degli imprenditori e dei commercianti che negli scorsi mesi non ha mai mollato nonostante le tante difficoltà. L’emergenza Covid, lo sappiamo, ha segnato nel profondo alcuni settori, altri li ha lasciati in uno stato di agonia, ma come spesso accade, dopo i periodi più duri, prevale e si eleva la voglia di riemergere e di tornare ad alzare lo sguardo.

Numeri, dicevamo: a Verona è tornato, dopo un anno di assenza, Marmomac, il salone internazionale di riferimento per il settore lapideo: 756 gli espositori da 39 paesi, Stati Uniti e Brasile compresi. Qualche giorno prima la Camera di Commercio scaligera aveva diffuso i dati semestrali dell’export che segnano per il marmo un + 14,3% da gennaio a giugno 2021 sullo stesso periodo del 2019 (anno pre-pandemia): 202.747.909 di euro di fatturato contro i 177.452.365 di due anni fa (146.741.931 nel 2020, anno del Covid). Sommando i vari settori merceologici, il valore dell’export scaligero, secondo la CCIAA, è cresciuto del 10,2% sul 2019 (24,8 sul 2020).

Prima considerazione importante per essere ottimisti: i clienti esteri ci vogliono ancora, desiderano i nostri prodotti e li apprezzano.

Ancora numeri: Confindustria Verona, nella sua indagine del secondo trimestre, parla di “boom degli ordini” e segnala un roboante +11,7% della produzione industriale scaligera. In aumento le vendite sul mercato nazionale che arrivano a +18%, +10.1% quelle verso i mercati UE e l’export verso i paesi extra-Ue segna un +5,7%. Cresce anche il numero di imprese che dichiara prospettive di lavoro a medio e lungo termine (83% contro il 75% dei primi tre mesi del 2021).

Secondo motivo per essere fiduciosi: sono col segno più anche le previsioni per il terzo trimestre dell’anno (+4,17 per la produzione) con il 57% delle imprese che dichiara una produzione in aumento, il 34% prevede una situazione di stabilità, solo il 9% pensa che diminuirà.

Dati interessanti arrivano anche dal turismo, in particolare dall’osservatorio del 98° Arena di Verona Opera Festival: secondo una ricerca dell’Università di Verona si stima che tra indotto diretto e indiretto, Fondazione Arena produca in una stagione normale un impatto di oltre 500 milioni di euro sull’economia del territorio: in questa, l’indotto supererà i 300 milioni di euro. Nelle 43 serate ben 30 hanno fatto registrare sold-out per un totale di 193.904 biglietti venduti e un incasso di 15.298.659 euro con un aumento delle vendite su web persino sul 2019, ultimo anno pre-pandemia; cresciuto anche il numero delle persone che hanno visto i contenuti sui social e sul sito web con 3,6 mln di euro di biglietti venduti attraverso le campagne social.

Terzo e ultimo motivo per tirarci su il morale: stanno tornando anche i turisti, che adorano il nostro territorio, e sappiamo cosa significhi questo per Verona.

Siamo fuori dal tunnel? Forse no, ma abbiamo delle valide motivazioni per pensare che ci siamo vicini. Dipende da noi, dal nostro atteggiamento individuale, che si ripercuote nella società. Un richiamo al Green Pass è d’obbligo, è l’unico strumento che abbiamo in questo momento per mantenere un ordine sociale e per ristabilire serenità, anche sul posto di lavoro. Lo ribadisco: vacciniamoci. È un gesto di grande responsabilità.

Ogni situazione è una situazione positiva se vista come un’opportunità per crescere e per autoelevarsi. (Brian Tracy)

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