Si riparte. Ognuno di noi, nelle ultime settimane – già a partire dallo scorso 26 aprile quando ci furono i primi ritorni in zona gialla – ha notato l’incontenibile voglia delle persone di tornare alla cosiddetta normalità. Dopo quasi un anno e mezzo di restrizioni, di limitazioni degli spostamenti e, soprattutto, delle relazioni in presenza, sentiamo tutti la necessità di riappropriarci dei nostri spazi e delle nostre abitudini.

Ristoranti, pizzerie e bar nuovamente popolati di clienti, località turistiche, in particolare nei fine settimana, animate da flussi di cui si erano perse le tracce; sono tornati pure i primi eventi nei teatri, nei musei, i primi spettacoli e concerti all’aperto, nei parchi, con la presenza di pubblico in platea. A tal proposito, l’Arena di Verona, con la deroga ricevuta per i 6 mila posti a sedere per i concerti di giugno, rappresenta non solo un unicum a livello nazionale, ma anche un motivo di orgoglio di cui andare fieri.

Una voglia di normalità, dicevamo, che va sempre e comunque commisurata e confrontata con i numeri dell’emergenza Covid-19, quest’ultima non ancora terminata, ma in forte picchiata da un mese a questa parte. A proposito di numeri, una recente indagine* di Confcommercio certifica la sensazione che noi tutti abbiamo: gli italiani che hanno già in programma, o stanno valutando, una vacanza nei mesi estivi sono il 54,5% (+9,8% rispetto al 2020). I più sono propensi a viaggiare sono coloro che hanno ricevuto o stanno per ricevere almeno la prima dose di vaccino: questo significa che la vaccinazione sta facendo bene al nostro corpo e anche alla nostra mente.

La destinazione prescelta è l’Italia in quasi il 90% dei casi (89,6%) e il suo mare (72,7%), seguito dalla montagna (8,4%), dalle località d’arte (5,2%) e dai laghi (2,6%). L’albergo – sempre secondo Confcommercio – sarà di gran lunga l’alloggio preferito (28,1%), seguito da casa di parenti e amici (17,8%), dai bed & breakfast (16,7%) e dalla casa di proprietà (12,8%).

Segnali di ottimismo. Era ora. Non vanno però dimenticati i mesi più duri e difficili, quelli che anche dopo la scorsa estate, che ci aveva consegnato una tregua, si sono presentati alla soglia dell’autunno per farci ripiombare nello sconforto. Ora abbiamo l’occasione di ripartire, con le giuste accortezze. La campagna vaccinale dovrebbe fare il suo corso ed evitarci un déjà-vu ad ottobre. Nel frattempo anche noi di Verona Network certificheremo la voglia di non mollare, la resilienza, la forza di volontà di molte persone, rappresentanti di imprese e associazioni, che proprio nel momento in cui era facile capitolare, si sono dimostrate più forti di quello che magari loro stesse potessero immaginare.

Lo faremo a Bosco Chiesanuova, al Teatro Vittoria, giovedì 15 luglio, a partire dalle ore 19.30, serata in cui si terrà la cerimonia di consegna del Premio Verona Network, giunto alla sua undicesima edizione. Una manifestazione che assegnerà otto riconoscimenti (Associazione, Enti pubblici e Istituzioni, Comunicazione, Economia, Impresa, Professionisti, Lavoro e Formazione, Green e Sostenibilità), tra i quali verrà scelto il premio assoluto, andato lo scorso anno alla dottoressa Evelina Tacconelli per l’impegno profuso contro il Coronavirus.

Guardiamo avanti con fiducia. Abbiamo centinaia di motivi per farlo.

Nessuno può tornare indietro e ricominciare da capo, ma chiunque può andare avanti e decidere il finale. (Karl Barth)

*L’indagine è stata effettuata dall’Istituto ACS Marketing Solutions dal 18 al 21 maggio intervistando con il sistema C.A.T.I. (interviste telefoniche) un campione di 3.001 italiani maggiorenni rappresentativo di oltre 50,2 milioni di connazionali maggiorenni.

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