Pantheon 129

Spesso mi viene in mente una frase scritta con brillante ironia dall’avvocato veronese Alberto Fezzi nel suo libro dal titolo “Come vincere tutte le cause, consigli pratici di diritto e di vita”, un piccolo manuale per illustrare una verità tanto semplice quanto rivoluzionaria, in un’epoca di accentuata tensione sociale: litigare non serve a niente. Una frase che recita così: «I cimiteri sono pieni di soldati che hanno combattuto battaglie di principio, ma quelli che hanno trattato l’armistizio ora bevono Caipirinha sulle spiagge di Rio».

Appunto, noi italiani siamo bravissimi a combattere battaglie di principio. Pensiamo al caos sì vax, no vax. Un dibattito infinito, che riempie da mesi palinsesti televisivi, che inasprisce i toni fino all’esasperazione e che arriva addirittura a far sì che una deputata no vax del Gruppo misto, Sara Cunial, ex grillina, chiamata all’elezione del Presidente della Repubblica lo scorso 24 gennaio, non solo si rifiuti di entrare in Aula quando le basterebbe un semplice tampone antigenico negativo, ma addirittura avverta i carabinieri per avviare una denuncia contro le Istituzioni e il Governo, sostenendo che il provvedimento del Green Pass non può avere effetto sul diritto primario di voto di un grande elettore. «Faro annullare le elezioni» ha gridato ai quattro venti fuori da Montecitorio. Ripeto, le bastava un tampone, non un vaccino, per votare.

E mentre noi rimaniamo fissi su queste posizioni di natura demagogica, oltre agli effetti negativi di un’emergenza sanitaria amplificata dalla variante Omicron ci perdiamo di vista le conseguenze tangibili dovute alle tensioni geopolitiche internazionali tra Europa, Stati Uniti, Cina e Russia, che hanno fatto schizzare i costi delle bollette, mettendo in difficoltà famiglie e imprese già duramente provate dalla pandemia, e risvegliare addirittura venti di guerra dalla vicina Ucraina.  

L’impressione che ho è che, nel marasma delle pseudo crociate per i vaccini, si stia sottovalutando (soprattutto i non addetti ai lavori) ciò che sta accadendo proprio nel mercato energetico, e non solo.  I numeri sull’impennata dei costi dell’energia e del gas di queste ultime settimane li abbiamo imparati a memoria. Citiamo quelli forniti dalla CGIA di Mestre che all’inizio di gennaio ha calcolato una stangata di 36 miliardi di euro per il nostro Paese. A tanto ammonterebbe l’extra costo che le imprese italiane sosterranno quest’anno a causa dell’aumento del prezzo delle tariffe, e solo per la Regione Veneto si calcola che questo extra importo sia pari a 3,9 miliardi. E se anche quest’ultimi numeri potrebbero sembrare i soliti rincari fisiologici, beh, sappiate che non è affatto così, la situazione rischia di deflagrare nel giro di poco tempo e di cancellare dal mercato centinaia di grandi imprese, PMI, aziende artigiane, e di far fuori intere filiere.

L’invito che faccio è di rasserenare i toni sul tema vaccini, divisivo anche all’interno delle stesse famiglie, e di concentrarci su quelle che sono le reali priorità e urgenze di cui parlare e su cui sollecitare le istituzioni (locali, regionali, nazionali ed europee) affinché intervengano per porre rimedio, trovando soluzioni e, possibilmente, opportunità.

La cosa più importante della vita è conoscere le cose più importanti della vita.

(David F. Jakielo)

banner-gif
Articolo precedenteServizi di consulenza HR: Nuovo nome, nuovi soci e rilancio del piano industriale per “Studio Marchi – ingegneria d’impresa”
Articolo successivoBattiti: in Lessinia ai tempi del Coronavirus