Editoriale di Matteo Scolari

Chi mangia dimentica la fame altrui. Franz Fischer

Appassionato di calcio quale sono, non ho potuto fare a meno di notare e applaudire una delle ennesime prodezze balistiche e atletiche del calciatore della nazionale svedese e del Paris St. Germain, Zlatan Ibrahimovic. Il poderoso attaccante, noto anche al grande pubblico di calciofili italiani per aver vestito in tempi recenti le maglie di Juventus, Inter e Milan, lo scorso 14 febbraio ha sbloccato il risultato in una partita del campionato francese contro la squadra del Caen con una splendida spaccata volante al 2’ minuto di gioco. Direte voi, e questo cosa c’entra? Perché dovrebbe interessarci?

Dopo aver realizzato uno dei più bei gol di questo 2015, il numero 10 del PSG si è tolto la maglia mostrando al pubblico presente allo stadio, e a milioni di telespettatori collegati da casa, il torso nudo e la schiena completamente tatuati con decine di nomi propri di persona. In molti, anche tra i giornalisti e tra gli addetti ai lavori, pensavano che si trattasse dell’ennesima voglia di esibizionismo al quale “Ibra” ci ha abituati, in realtà quei nomi non sono né di amici né di familiari, bensì di sconosciuti che rappresentano gli oltre 800 milioni di esseri umani, per lo più bambini, che soffrono la fame nel mondo. Uomini, donne, ragazzi e ragazze che vivono in uno stato di forte denutrizione a causa di povertà, guerre e carestie. Un gesto, quello del fuoriclasse svedese, che evidentemente va oltre uno stadio di calcio e arriva a toccare la sensibilità di un pubblico planetario.

Un gesto, ne siamo sicuri, che nella sostanza applaudirebbe anche Papa Francesco, il quale, nel recente videomessaggio inviato in occasione dell’evento “Le Idee di Expo 2015 – Verso la Carta di Milano” (7 febbraio alla Bicocca di Milano, ndr), ha parlato proprio inequità sociali, cause di fame e carestia e radici di ogni male.

«Oggi, nonostante il moltiplicarsi delle organizzazioni e i differenti interventi della comunità internazionale sulla nutrizione, viviamo quello che il santo Papa Giovanni Paolo II indicava come “paradosso dell’abbondanza”» ha affermato Francesco «c’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l’uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi. Questo è il paradosso!».

Ed è proprio questa la grande sfida che sarà lanciata il prossimo 1 maggio con l’apertura di Expo 2015. La grande Esposizione Universale che ha come titolo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” sarà l’occasione per riflettere e confrontarsi sui diversi tentativi di trovare soluzioni alle contraddizioni del nostro mondo. Se da una parte, come dicevamo, c’è ancora chi soffre la fame, dall’altra c’è chi muore per disturbi di salute legati a un’alimentazione scorretta e troppo cibo. A tutto questo si aggiungono i circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate o buttate.

Per questo motivo, come in parte accennato anche dal Santo Padre nel suo discorso, servono scelte politiche consapevoli, stili di vita sostenibili e, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, un rinnovato equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse.