Dal 19 gennaio parte la rassegna promossa dall’associazione “La cura sono Io”, che propone cinque incontri nel corso dei quali scrittori, filosofi, pedagogisti, psichiatri e docenti, affronteranno diversi temi legati al potere della parola scritta.

Il potere delle parole è immenso. Che siano pronunciate o scritte, esse possono trasformarsi in veri e propri motori capaci di farci cambiare stato d’animo e traghettarci verso scenari inesplorati e positivi. E sono proprio le parole, soprattutto quelle scritte, intese come cura ad essere al centro del ciclo di incontri, “Le parole che ci salvano“, promosso dall’associazione “La cura sono Io“, fondata dalla giornalista Maria Teresa Ferrari, con il Circolo di Lettori di Verona per aiutare chi soffre a cambiare prospettiva.

L’iniziativa, organizzata con il patrocinio del Comune di Verona, Assessorati alla Cultura e ai Servizi Sociali e il sostegno della Fondazione Cattolica, avrà come protagonisti scrittori, filosofi, pedagogisti, psichiatri e docenti e partirà il 19 gennaio con il primo di 5 incontri, “Le parole che avvicinano- Spunti per ritrovarsi dalle Lettere a un giovane poeta di Rainer Maria Rilke”. Relatore del convegno sarà il poeta e saggista Lorenzo Gobbi che, alle 18 nella Libreria Pagina Dodici in Corte Sgarzerie 6a,  parlerà di alcune lettere che Rilke scrisse a un giovane poeta tra il 1903 e il 1908. Un autore di cui Gobbi ha curato l’opera diventandone profondo conoscitore e le cui parole possono ispirare percorsi di cambiamento.

«Nel paese che dobbiamo attraversare, quello della malattia e della cura, tutte le relazioni devono essere ripensate e rifondate, perché nulla è più uguale a prima» spiega Lorenzo Gobbi «Se è vero che ogni relazione è una realtà narrativa, abbiamo bisogno di parole che ci avvicinino a noi stessi e gli uni agli altri.  In questo senso le lettere di Rilke ci forniscono moltissimi spunti per riuscire generare tra di noi parole umili, forti, lungimiranti; ci indicano come devono essere queste parole, dove dobbiamo cercarle e in base a quali criteri dobbiamo sceglierle».

Dopo l’appuntamento con “Le parole che avvicinano”, seguiranno quattro incontri in Sala Farinati in Biblioteca Civica: il 31 gennaio alle 17.30 “Le parole che curano” con lo scrittore Duccio Demetrio; il 13 febbraio “Le parole che salvano” con il professore Eugenio Borgna, Primario di Psichiatria dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara e le docenti universitarie di filosofia Linda Napolitano e Wanda Tommasi; il 28 febbraio “La scrittura che trasforma” con la scrittrice Alessandra Sarchi e il 14 marzo “Le parole della resilienza” con il pedagogista Carmine Lazzarini e la scrittrice Rita Nicolaidis.

Inoltre, in concomitanza con la rassegna è stato creato il gruppo chiuso su Facebook “La Cura Sono Io – Raccontarsi”. Iscrivendosi è possibile condividere esperienze e raccontare la propria storia. Le testimonianze più significative troveranno spazio sul sito www.lacurasonoio.it.

L’associazione “La Cura sono Io è nata nel 2017 per iniziativa della sua presidente, Maria Teresa Ferrari, scrittrice e curatrice di eventi d’arte e di cultura, che a 50 anni ha dovuto affrontare un carcinoma mammario e terapie oncologiche. Dalla sua motivazione a una rinascita, l’idea di “progettare bellezza, nonostante”  insieme a tutte le donne, alimentando una community su Facebook: un impegno che le è valso il Premio Victoria 2017 con Maria Grazia Cucinotta, promosso da Procter & Gamble in collaborazione con la “27esima ora” del Corriere della Sera. Per ritrovare il proprio ben-essere e risvegliare e sostenere l’amore della persona per se stessa e la propria vita, l’associazione promuove progetti che dall’ambito oncologico si estendono alle arti in genere, anche grazie al sostegno della Fondazione Cattolica, che sono stati presentato il 10 gennaio alla Camera dei Deputati a Roma. Primo tra tutti, “I sogni di Terry”, che comprende una collezione di cappelli e copricapi estrosi e anallergici, portatori di messaggi positivi, pensati in particolare per chi vive la nudità improvvisa della sua testa, causata dalla chemioterapia o da altre patologie. “Il Cuore in testa” è un progetto attualmente in corso a Milano in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche sociali, Salute e Diritti, legato alla diffusione della prevenzione del tumore al seno, che prevede una mostra di ritratti di donne e un convegno il 6 febbraio a Palazzo Marino.

Info: Associazione Culturale La Cura Sono Io – cell. 329 0140241 

www.lacurasonoio.itsegreteria@lacurasonoio.it Facebook: La cura sono io e Maria Teresa Ferrari