Jiu jitsu in salsa australiana

Marcel Leteri Sasso ha lasciato Verona per l’Australia per inseguire un sogno: riuscire a fare del Jiu Jitsu brasiliano un lavoro a tempo pieno.

di Claudia Buccola

È UN VERONESE d’adozione Marcel Leteri Sasso de Oliveira, atleta italo-brasiliano classe 1980. Marcel ha portato fra le mura scaligere molte medaglie d’oro e titoli internazionali di Jiu Jitsu brasiliano, un’arte marziale basata sulla lotta a terra, ancora poco conosciuta in Italia. Qui a Verona per otto anni Marcel si è allenato, ha gareggiato, sia da solo sia da capitano della nazionale italiana di Jiu Jitsu, ed ha insegnato a classi sempre più numerose di allievi che negli anni, anche grazie a lui, si sono avvicinati a questo sport.

Poi a marzo dello scorso la decisione di trasferirsi in Australia: «Il mio sogno era quello di fare del Jiu Jitsu un lavoro a tempo pieno – racconta Marcel – Ho riflettuto molto sull’investimento necessario per aprire una mia palestra a Verona, ma alla fine ho deciso di accettare l’invito di un collega brasiliano a raggiungerlo in Australia».

DA QUEL MOMENTO è passato un anno esatto, e sembra proprio che Marcel abbia fatto la scelta giusta: «All’inizio non è stato facile. Sono arrivato con delle aspettative molto alte e invece per i primi mesi ho lavorato per il mio amico con una paga bassa e vivevo letteralmente nella sua palestra – dice Leteri – ma dopo un primo periodo mi sono ambientato, ho imparato bene l’inglese australiano (che è molto diverso dall’inglese britannico!) e sono andato per la mia strada. Qui la cultura dello sport è molto forte: è una parte essenziale della giornata di tanti australiani e la gente paga volentieri somme relativamente alte per corsi di qualità. Ora insegno Jiu Jitsu in due palestre, sia ad adulti che a bambini, studio per diventare un personal trainer riconosciuto, e gareggio: nel mio esordio in Australia ho vinto il Pan Pacific Jiu Jitsu Championship, gara della International Brazialian Jiu Jitsu Federation. Nell’ultimo anno poi ho arbitrato in vari eventi fra Melbourne, Sydney e Adelaide. Insomma, qui ora sono felice: finalmente vivo della mia passione e ho anche trovato l’amore, una ragazza fantastica che condivide con me la dedizione per lo sport».

Ma cosa resta di Verona nel cuore di chi se ne va dall’altra parte del mondo? Marcel non ha dubbi: «Mi manca la bellezza della città e mi mancano gli affetti che ho lasciato. Sono tornato l’ultima volta a Natale e vorrei tornare almeno una volta all’anno, per dare continuità al percorso degli allievi che continuano ad allenarsi a Verona senza di me».

banner-gif
Articolo precedenteI quartieri ballano a ritmo di jazz!
Articolo successivoQuando la musica diventa terapia