Va in scena sabato 16 aprile (alle ore 21) con <italic>La Grande Guerra Meschina</italic> l’ultimo appuntamento de <italic>Il cielo sopra Verona</italic>, la rassegna organizzata da Le Falìe e Àissa Màissa con il sostegno della concessionaria Automotor di Verona. Sul palcoscenico del Teatro Stimate, autore di testo e regia, Alessandro Anderloni è accompagnato dalla voce di Raffaella Benetti e dalla fisarmonica di Thomas Sinigaglia.

Sono oltre 40mila i libri che trattano della Prima Guerra Mondiale pubblicati dal 1915 a oggi. Risalgono solo agli anni Novanta i primi studi che affrontarono seriamente l’argomento proibito delle fucilazioni e delle decimazioni sommarie, aspetto più sconvolgente della cosiddetta “amministrazione della giustizia militare” dell’esercito italiano: il più inviolabile tabù della Grande Guerra, dietro al quale si celano le responsabilità degli atroci crimini di guerra perpetrati da stato maggiore, comandanti d’armata e ufficiali superiori.

Lo spettacolo affronta il tema degli ammutinamenti, delle diserzioni, dell’indisciplina, dell’odio verso gli ufficiali, dell’autolesionismo, delle feroci battute e dei cartelli satirici contro autorità e istituzioni, delle canzoni di guerra intonate nelle trincee. Si scopre così che la Grande Guerra – che di grande ebbe solo il numero di morti – non fu combattuta a furor di popolo, ma attuata (oltre che voluta e dichiarata) contro il popolo. «Patriottismo? Sì, imposto dal plotone d’esecuzione. Per colpa della follia del Comandante Supremo, il generale Luigi Cadorna, fare la guerra equivaleva a una condanna a morte per i soldati, uccisi dai fucili dei nemici o da quelli dei propri compagni» evidenzia il regista Alessandro Anderloni. «L’unico modo per inviare le truppe italiane all’attacco era minacciarli di morte ancora più certa e assai più infamante qualora si fossero rifiutati. La scelta lasciata ai soldati era tra la morte sicura, per opera del fuoco amico, e la possibilità di sopravvivenza lanciandosi verso il nemico». Il generale Cadorna, col beneplacito dei Savoia e del governo romano, arrivò a creare il “Reparto Disciplina, Avanzamento e Giustizia Militare” rendendo legale una mostruosità come la decimazione: l’estrazione a sorte di un certo numero di soldati da far fucilare.

Nella circolare del 28 settembre 1915 il Comandante Supremo scrisse: “Si uccidano a sangue freddo, sul posto, i soldati che si dimostrino codardi in faccia al nemico”. Direttiva applicata per la prima volta su larga scala nell’offensiva austriaca del 1916, che gli Austriaci chiamarono la Strafexpedition.

La narrazione teatrale si basa su una ricerca storica di Anderloni ispirata ad alcuni tra i libri più significativi sul tema: Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu, L’Isonzo Mormorava di Cesare De Simone, Plotone d’esecuzione di Enzo Forcella e Alberto Monticone, Grande Guerra, piccoli generali di Lorenzo Del Boca, La fucilazione dell’alpino Ortis di Mario Rosa Calderoni.

I canti, frutto della ricerca musicale di Benetti e Sinigaglia, vanno dalle canzoni d’autore italiane (La ballata dell’eroe di Fabrizio De Andrè, Dal fronte non è più tornato di Eugenio Finardi, Il disertore e Poca voglia di fare il soldato di Ivano Fossati) ai canti per il teatro scritti da Bertolt Brecht e musicati da Kurt Weill (Die Kanonen-Song) e Hanns Eisler (La leggenda del soldato morto) ai classici del "canto di montagna" come Stelutis alpinis di Arturo Zardini.

I biglietti per gli spettacoli si possono acquistare nei punti prevendita del circuito Greenticket o online su <link=’http://www.greenticket.it’ class=’_blank’>www.greenticket.it</link>. Alla biglietteria del Teatro Stimate dalle ore 15.30 alle 23. Info su <link=’http://www.lefalie.it’ class=’_blank’>www.lefalie.it</link> oppure <link=’http://www.aissamaissa.it’ class=’_blank’>www.aissamaissa.it</link>; e-mail <mail=’mailto:lefalie@lefalie.it’>lefalie@lefalie.it</mail> oppure <mail=’mailto:info@aissamaissa.it’>info@aissamaissa.it</mail>; telefono 347.7137233. Parcheggio gratuito riservato agli spettatori in via Tezone (ingresso dietro al teatro).

Marta Bicego
340.1495248
<mail=’mailto:marta.bicego@giornalepantheon.it’>marta.bicego@giornalepantheon.it</mail>

banner-gif
Articolo precedenteFine settimana estivo Lessinia grande protagonista
Articolo successivoPista ciclabile Grezzana-Marzana finalmente terminati i lavori