Michele Mirabella chiamato confidenzialmente dai colleghi giornalisti "il professore" per la sua vasta cultura classica e letteraria: è stato lui l’ospite speciale che ha inaugurato "Sorsi d’Autore 2011" ieri sera, giovedì 30 giugno, in Villa Arvedi. Davanti ad un nutritissimo pubblico, circa trecento persone, vino e cultura si sono incontrati per aprire la rassegna che come ogni anno proporrà spettacolo e degustazioni fino al 24 luglio.

Mirabella, celebre per le conduzioni su Rai Tre di "Elisir" e "Cominciamo Bene" ha presentato il suo ultimo libro "Lo spettatore vitruviano".
Durante il suo lungo ed appassionante discorso, moderato da Cinzia Tani, Mirabella ha toccato diversi temi legati alla lingua italiana e alla sua formazione prima di uomo e poi di artista, mentre un sommelier professionista decantava le qualità prima del bianco (Soave) e poi del rosso (Ripasso della Valpolicella) protagonisti di Sorsi d’Autore.

«L’Italia è l’unico paese in cui si è formata prima la lingua che lo Stato» ha sottolineato Mirabella «ma oggi stiamo assistendo a un suo preoccupante impoverimento». Del resto, su una disponibilità lessicale che sfiora i 16000 lemmi, in televisione – ad esempio – ne vengono utilizzati solamente 700-800.

«La nostra lingua deve essere tenuta viva con la lettura e lo studio» ha continuato «e non di meno i nostri dialetti, che vanno parlati e che rappresentano un legame con la storia di ogni zona d’Italia».

Non è mancato un attacco e una critica ai nuovi social network che «rovinano e appiattiscono le relazioni interpersonali»: «Ribadisco l’importanza della "Domus" romana, della casa, della famiglia come luogo di formazione per i giovani, che viene via via sostituita da luoghi virtuali. Il caposaldo famigliare, purtroppo, sta venendo meno a mio avviso, con la preoccupante conseguenza di generazioni che crescono velocemente e che conosciamo sempre meno».

Da attenti scrutatori del contesto valpantenate, dobbiamo però riconoscere con un po’ di rammarico che in una serata così importante, culturalmente interessante e stimolante, la partecipazione della gente della Valpantena è stata pressochè nulla. Solo qualche sporadico concittadino era presente, mentre il folto pubblico era composto in maggioranza da persone provenienti da fuori zona. Un peccato.

Matteo Bellamoli

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