Pastori e pastore, di oggi e di ieri, si raccontano al Film Festival della Lessinia. Sono i lavoratori delle terre alte i protagonisti dell’incontro Parole alte, in programma martedì 27 agosto (alle 17) in Sala Olimpica.

Per l’occasione viene presentato il libro Tracce di antichi pastori negli Alti Lessini (Gianni Bussinelli Editore) con Ugo Sauro, uno dei curatori del libro, in dialogo con Marta Pagan Griso, Antonia Stringher, Celeste Anselmi e Franco Gugole.
Alle 18, per la sezione Altre montagne dalle terre alte veronesi ci si trasferisce in Spagna. In anteprima italiana viene proposto al Teatro Vittoria il film Pastori nella nebbia (Spagna, 2013) del regista Domingo Moreno. I pastori del Picos de Europas si sentono una specie in via di estinzione. I loro pascoli si innalzano tra le nebbie e sopra le onde del Cantabrian Sea. Qui portano avanti una cultura che rischia di scomparire, nonostante l’avvio di scuole di pastorizia e caseifici.

A seguire Due viaggi al mattino, due viaggi alla sera (Italia, 2012) di Ivo Pecile. I vecchi paesi della Val Aupa parlano. Parlano le case e parlano gli anziani. Le une e gli altri sembrano essere rimasti fermi nel tempo. Una musica grandiosa accompagna lenti movimenti a scoprire gli antichi borghi e a fare da contrappunto ai racconti in dialetto friulano.

FFDL RAGAZZI 11+.
Alle 16 nuovo appuntamento con le proiezioni FFDL Ragazzi 11+. A partire dalla vicenda di Kiran (Germania, 2012), dei registi Bettina Timm e Alexander Riedel, che vive assieme alla mamma in una yurta mongola in una radura del bosco. Selvaggio e ribelle, ama stare all’aria aperta, ma non si può dire la stessa cosa della scuola. A seguire il cortometraggio Patika (Francia, 2013) di Onur Yagiz. Ogni mattina Yashar, dieci anni, percorre la stessa strada di campagna insieme al padre. Siccome possiedono una sola bicicletta, devono viaggiare a turno. Oggi Yashar ha deciso che la bicicletta non rotolerà più. In Genesi (Italia, 2012) la regista Donatella Altieri spiega come si racconta la morte a un bambino. Narrando la storia della creazione degli alberi come se fosse una fiaba antica, il vecchio Giovanni riesce a superare il dolore per la perdita di un figlio e a non essere più un “fantasma”. Infine Baghdad Messi (Belgio, 2013) di Sahim Omar Kalifa. Iraq, 2009. Hamoudi ha otto anni e una gamba sola. La sua passione è il calcio. Assieme ai suoi amici, e a tutto il resto del mondo, è impaziente di vedere la finale di Champions League tra Barcellona e Manchester. Ma all’improvviso la tv si rompe.

CONCORSO.
Proseguono, alle 21, al Teatro Vittoria le proiezioni della sezione Concorso con Campo di petrolio (Russia, 2012) di Ivan Golovnev. In un angolo remoto della Siberia, una coppia di contadini vive secondo le tradizionali usanze dei pochi nativi rimasti qui. Ma la vita di queste terre è stata sconvolta da giganteschi impianti per l’estrazione del petrolio. A seguire Montagne di nuvole (Cina, 2012) di Zhu Yu. Dalle cave sulle montagne sopra il lago Lop Nur, nell’Ovest della Cina, si estrae amianto. Nell’aria salgono nubi di polvere che avvolge ogni cosa, come una nebbia biancastra che nasconde il sole. In tanti si ammalano. Tra di loro anche i bambini.

Marta Bicego