Quest’anno all’iniziativa del Comune di Verona “Ottomarzo. Femminile, plurale” l’Ipogeo di Santa Maria in Stelle, in collaborazione con la Biblioteca Naudet, sita all’interno dell’Istituto delle Sorelle della Sacra Famiglia, interverrà con una conferenza dal titolo “L’ipogeo di Santa Maria in Stelle e il ruolo delle donne nel mondo antico: tra arte e storia”. Ne abbiamo parlato con Claudia Annecchini, coordinatrice Gruppo Volontari Ipogeo e Alberto Savoia, bibliotecario della Biblioteca Naudet.

In cosa consiste l’iniziativa che proponete?

«Aderendo all’iniziativa del Comune di Verona Ottomarzo. Femminile, plurale ci siamo messi in gioco – spiega Claudia Annecchini -perché abbiamo pensato: “come può l’Ipogeo di Santa Maria in Stelle, nel suo piccolo, partecipare a un cambiamento di narrazione del femminile?” Così abbiamo colto con entusiasmo l’invito della Biblioteca Naudet a una riflessione comune sugli studi di genere in ambito teologico, biblico e storico artistico».

«Noi dialoghiamo da anni con docenti e ricercatori, ma da parte di alcune guide era nato l’interesse di favorire la visibilità anche di studiose e teologhe, voci autorevoli nel panorama culturale italiano. Per noi è una tematica del tutto nuova, ma che sappiamo dev’essere affrontata: anche ICOM, International Council of Museums, la principale organizzazione internazionale non governativa che rappresenta i musei, lo scorso anno ha invitato la comunità di professionisti del patrimonio culturale a ragionare su come oggetti, personaggi, storie vengono raccontati e da quale prospettiva, perché il patrimonio materiale e immateriale possa diventare a tutti gli effetti uno strumento di promozione della parità di genere» prosegue. 

Come si inserisce la figura della donna all’interno del percorso dell’Ipogeo? 

«Se volessimo fare una considerazione sommaria diremmo che questa non si inserisce – afferma Annecchini -. Ad oggi l’Ipogeo di Santa Maria in Stelle conta una settantina di personaggi affrescati, più o meno visibili. Di questi, solo tre sono figure femminili: spesso come guide non ci soffermiamo sulla loro descrizione perché la loro identità è ancora poco chiara, non possiamo quindi esaustivamente giustificare la loro presenza e funzionalità all’interno del ciclo di affreschi».

«Vi sono inoltre delle incisioni epigrafiche che nominano due donne appartenenti a periodi storici diversi: Petronia e Giulia Magiana. Nel corso della conferenza del 6 marzo, che sarà visibile attraverso i nostri canali YouTube e Facebook a partire dalle 10.30, con l’aiuto della relatrice professoressa Roberta Franchi proveremo a concentrarci su questa presenza – assenza» prosegue.

Che legame si è creato tra l’Ipoegeo e la Biblioteca Naudet?

«La Biblioteca Naudet “Donne e Fede” – sottolinea Alberto Savoia – ormai da diversi anni è in stretto contatto con Adriana Valerio, dalla quale recentemente ha ricevuto in dono più di 1500 libri. Quando la professoressa Valerio ha saputo di una collaborazione tra Biblioteca Naudet e Ipogeo, all’inizio solamente logistica, ci ha invitato a progettare un evento con la collega Franchi per ampliare l’analisi storico-artistica dell’Ipogeo, inserendo una lettura di genere». 

Pensate che la modalità online influisca sulla diffusione dei contenuti?

«Il lungo periodo di pandemia che stiamo vivendo ha obbligato definitivamente gli istituti culturali ad attivare percorsi online – aggiunge Savoia – o si è visibili sul web, oppure si è destinati a scomparire. Ma non bisogna solo fare di necessità virtù: questa “migrazione digitale” è un processo in atto da alcune decine d’anni, che ha prodotto un ecosistema complesso e variegato, sia nei mezzi che nelle applicazioni, in grado di integrare e valorizzare anche i media tradizionali. È importante quindi formulare un progetto di comunicazione finalizzato non solo a raggiungere il più elevato numero di persone interessate, ma anche a stimolare nuovi interessi». 

Quali sono le prossime iniziative in programma?

«Aspettiamo di vedere come questa iniziativa verrà recepita da parte di guide ipogee, visitatori, interessati all’Ipogeo di Santa Maria in Stelle – chiarisce Annecchini. In futuro, ci piacerebbe organizzare una formazione esperienziale per le guide ipogee, orientata alla pratica: abbiamo bisogno di confrontarci e rispondere assieme a domande che abbiamo cominciato a porci proprio grazie a questa collaborazione con la Biblioteca Naudet: come e perché, nel nostro ruolo di mediatori del patrimonio culturale, dovremmo abbracciare una narrazione di genere durante la visita ipogea? Crediamo che la questione sia delicata e complessa e necessiti di ulteriore consapevolezza».