Fino al 31 ottobre al Museo Nicolis prosegue “Passione Volante”, la mostra dedicata a 100 volanti appartenuti ai più grandi piloti di Formula 1 della storia come Schumacher, Senna, Mansell, Prost e Alboreto.

Se ancora non l’avete visitata, c’è tempo fino al 31 ottobre. “Passione Volante” è la mostra allestita al Museo Nicolis per dare valore a una delle collezioni più straordinarie realizzate da Luciano Nicolis. 100 pezzi, 100 volanti di Formula 1 ogni epoca, leggende di auto da corsa che si sono scritte con i volanti e non con la penna.

Vi raccontiamo alcuni frammenti di questa incredibile mostra. Canada, Montreal 1995. È il sesto appuntamento della stagione di Formula 1, l’ultima stagione della Ferrari prima dell’arrivo di Michael Schumacher. Jean Alesi e Gherard Berger erano i piloti ufficiali, che tanto hanno fatto sognare i tifosi del Cavallino Rampante ma spesso ne hanno infranto i sogni tra sfortuna e problemi. Ma non quella domenica. Nel giorno del suo 31mo compleanno, Alesi compì il miracolo e portò la Ferrari 412 T2 ad una strepitosa vittoria, l’unica della sua carriera. Nel giro di rientro ai box restò senza benzina e fu proprio Schumacher a portarlo ai box. Si narra che qualcuno tentò di rubare il volante di quell’impresa, ma in realtà non fu così, e questo leggendario cimelio è tra i 100 in mostra al Nicolis.

Sempre in tema Ferrari la mostra si apre con il volante della 312T del 1976 con cui Niki Lauda si schiantò al Nürburgring rischiando la vita. Lo salvò Arturo Merzario, scaricato nel 1974 dalla Scuderia di Maranello per lasciare spazio al fuoriclasse austriaco. L’immagine di Merzario, nemico di Lauda in pista, mentre stacca quel volante per salvare Niki dall’abitacolo in fiamme è ancora oggi una delle più belle pagine di sport e coraggio.

 

 

Ipse dixit

«Quando appoggio le mie mani sul volante entro in una dimensione diversa, mi rendo conto che sto per fare quello che ho sempre sognato di fare (Ayrton Senna)».

In mostra il volante della McLaren MP4/6 del 1991, quando al Gran Premio del Brasile tutte le marce del Brasiliano si ruppero, tranne la sesta. Senna vinse, ma la fatica fu così grande che quasi svenne sul podio.

 

La parola a Silvia Nicolis
Silvia Nicolis Presidente Museo Nicolis

«Questa non è la solita mostra tematica a tempo determinato con un suo curatore, ma rappresenta l’inizio di un nuovo corso per il Museo Nicolis. Per farlo abbiamo scelto di affiancare una figura di grande esperienza, come Giovanni Perfetti, al nostro team composto da personale professionale, appassionato e giovane, perché il nostro obiettivo è quello di evolverci da Museo Impresa a Impresa Museale, per dare sempre più forza alla cultura e alla storia delle nostre collezioni».