How many landscapes?, riflessioni su fotografia e paesaggio

How Many Landscapes? partendo da un corpus di opere di Gabriele Basilico (1944-2013) – uno dei maggiori fotografi italiani del Novecento – presente nelle collezioni di Fondazione Cariverona, pone una serie di riflessioni sulla relazione tra fotografia e paesaggio, restituendo diversi punti di vista sull’indagine attraverso il lavoro di 8 artisti italiani: Paola De Pietri, Francesco Jodice, Silvia Mariotti, Filippo Minelli, Alessandro Sambini, Alberto Sinigaglia, Davide Tranchina e Jacopo Valentini.

Dal 18 ottobre al 12 dicembre è possibile visitare la mostra in Via Achille Forti, 3/A, a Verona su appuntamento scrivendo a direzione@urbspicta.org e segreteria@fondazionecariverona.org.

La mostra introduce VISUAL ART COLLECTIONS MANAGEMENT AND CURATING, progetto di Fondazione Cariverona realizzato in collaborazione con Università di Verona, Accademia di Belle Arti di Verona, IUSVE, Urbs Picta e a cura di Jessica Bianchera, finalizzato alla formazione dei giovani e all’analisi di dinamiche sociali, culturali e territoriali attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea. Nel suo primo ciclo, il workshop coinvolgerà gli studenti in una riflessione sul ruolo dell’arte, e in particolare della fotografia, come strumento di analisi, documentazione e rilettura di un territorio, sia nella sua dimensione urbana/architettonica, sia in quanto luogo di produzione culturale e sede di dinamiche sociali complesse.

Anticipando e aprendo i lavori del workshop, la mostra HOW MANY LANDSCAPES? vuole porre una serie di riflessioni sulla relazione tra fotografia e paesaggio, partendo da un corpus di opere di Gabriele Basilico (1944-2013) – uno dei maggiori fotografi italiani del Novecento – presente nelle collezioni di Fondazione Cariverona.

Le immagini realizzate da Gabriele Basilico sono parte della serie Architettura e Memoria (2005-06) incentrata sul complesso architettonico degli Ex Magazzini Generali di Verona. Il lavoro, pur facendo parte del periodo maturo dell’autore, presenta una serie di elementi di grammatica visiva che rimandano alle sue storiche serie, che da Milano. Ritratti di Fabbriche (1978-81) inaugurano quel suo peculiare modo di guardare che rende sorprendentemente monumentali gli edifici minori della periferia colti in momenti di silenzio e privi di persone.

Pur mantenendo un costante dialogo con l’opera di Basilico, il progetto espositivo HOW MANY LANDSCAPES? intende restituire una polifonia di punti di vista sull’indagine del paesaggio contemporaneo attraverso il lavoro di 8 artisti italiani: Paola De Pietri, Francesco Jodice, Silvia Mariotti, Filippo Minelli, Alessandro Sambini, Alberto Sinigaglia, Davide Tranchina e Jacopo Valentini. La mostra si snoda in una serie di suggestivi ambienti espositivi della sede della Fondazione Cariverona. Si parte con una serie di visioni che perseguono e rinnovano la mimesi del reale come le immagini di Francesco Jodice (Napoli, 1967), il quale lavora sulla città di Venezia tralasciandone gli stereotipi visivi a cui siamo abituati per indagare la dinamiche socio-politiche alla base della sua storia; Jacopo Valentini (Modena, 1990) fissa nei suoi scatti le stratificazioni identitarie insite nei paesaggi e Paola De Pietri (Reggio Emilia, 1960) incentra la serie Improvvisamente sulle “cicatrici” e le nuove forme di abitato sorte a seguito del terremoto nella Marche; Silvia Mariotti (Fano, 1980), con un intervento in bilico tra scultura e fotografia, rende un inedito senso del sublime naturale prettamente contemporaneo. In mostra vi sono  autori che danno vita a paesaggi irreali come Davide Tranchina (Bologna, 1972) o chi come Filippo Minelli (Brescia, 1983) e Alberto Sinigaglia (Arzignano, 1984) decostruisce gli immaginari comuni della rappresentazione a cui siamo usualmente abituati ragionando sul linguaggio stesso. Infine, Alessandro Sambini (Rovigo, 1982) si affida ad altri tipi di “occhi”, un’intelligenza artificiale che genera immagini slegate dal reale parte di quelll’iconosfera globale in cui siamo immersi vivendo a contatto con il visivo. Tutte queste pratiche sono legate a un’idea di paesaggio quotidiano inteso come elemento vissuto giorno per giorno dove il territorio, i segni della presenza antropica e la percezione diventano un tutt’uno.

L’accesso alla mostra sarà consentito nel rispetto dei protocolli Covid-19 e della capienza autorizzata.

Data

Ott 18 2021 - Dic 12 2021
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