Mausoleo Alighieri
Mausoleo Alighieri

Entrando nella chiesa superiore dal chiostro ci si imbatte subito nella cappella Alighieri, addossata al muro di fondo del transetto destro. In origine lo spazio era dedicato alle storie del santo francescano Ludovico di Tolosa, leggibili fino al 1545 quando iniziarono i lavori per la realizzazione dell’altare commemorativo. La famiglia Alighieri aveva la sua residenza storica vicino alla chiesa di Santa Anastasia dove eressero il monumento funebre che per circa due secoli accolse le spoglie dei discendenti. Intorno alla metà del 1400 Pietro III si trasferì nella contrada di San Fermo con tutta la famiglia. Un secolo più tardi, fu il nipote Pietro IV a dare indicazioni testamentarie ben precise: innalzare una cappella commemorativa nella chiesa dei Santi Fermo e Rustico. Sia lui che il fratello Ludovico morirono nel 1547. A portare avanti le loro volontà fu Francesco, l’ultimo erede maschio, canonico della Cattedrale di Verona, profondo conoscitore dei testi classici e appassionato di antiquaria.

Probabilmente fu lui a indicare il modello sui cui basarsi per la struttura architettonica dell’altare, che ricorda il famoso Arco dei Gavi. L’autore è Francesco da Castello, lo stesso dell’altare Saraina e dell’altare Pindemonte a Santa Anastasia, anche se alcuni studiosi hanno suggerito il nome di Giovanni Caroto per la fedeltà ad alcuni suoi disegni. Nel monumento si leggono le epigrafi di Ludovico e di Pietro con la moglie Teodora. La loro unica figlia, Ginevra, rimasta l’ultima erede diretta, andò in sposa a Marcantonio Serego nel 1549. Nove anni più tardi Francesco istituì eredi universali del ricco patrimonio di famiglia la nipote e il figlio primogenito Pier Alvise Serego a condizione che assumesse anche il cognome Alighieri, altrimenti estinto. Esecutore testamentario fu, nel 1562, Giambattista di Raimondo Della Torre, marito di Veronica Serego, sepolto anch’egli a San Fermo nella cappella in cui fu eretto il mausoleo di Girolamo e Marcantonio Della Torre.