I lavori di restauro seguono quelli già terminati nella porzione del chiostro adiacente alla chiesa e che diverrà, con la chiusura delle arcate, una sala espositiva. I lavori continuano, così, anche sui due sarcofagi un tempo sotto l’antica porzione del chiostro benedettino, sede del capitolo, e ora contenente solo il sarcofago del presunto Maestro Templare Arnau de Torroja.

Il primo conteneva le spoglie dei coniugi Bevilacqua Lazise e Malaspina, i cui ritratti si possono ammirare nella celebre pala del Veronese ora a Castelvecchio, ma in origine nella cappella fatta costruire nella chiesa superiore, poi smembrata. Il secondo è della famiglia Della Torre di cui è rimasto il mausoleo sempre nella chiesa superiore. Per l’occasione, abbiamo intervistato il restauratore, Ivan Cristani, che ci ha mostrato il procedimento di pulitura su quest’ultimo sarcofago avanzando anche delle ipotesi sulla sua storia conservativa semplicemente dall’analisi visiva dello sporco depositato sulla superficie.

Il sarcofago dei Bevilacqua Lazise e Malaspina già restaurato

«Ha subito uno o più traumi ed è stato riposizionato in tempi abbastanza lontani con delle stuccature in cemento. C’è un deposito di crosta nera molto consistente con dei segni di lavamento, per cui per molti decenni è stato esposto alle precipitazioni atmosferiche prima di essere rimesso al coperto». Forse è proprio durante la fase di trasporto che il sarcofago si è rotto ed è stato sistemato con del cemento. Ora però verrà tolto, dopo averlo pulito con del carbonato di ammonio su tutta la superficie, in quanto saranno rifatte le fugature, stilate le parti fratturate e stuccata la cornice nella parte mancante.

In corso la ripulitura del sarcofago della famiglia Della Torre