Madonna con Bambino, Beato Enrico da Bolzano e Santa Lucia

Entrando nella piccola pieve romanica, situata su un’altura dove ora si trova anche il cimitero di Palazzolo, si rimane colpiti dalla straordinaria ricchezza ed eleganza dei personaggi raffigurati alle pareti, quasi fossimo in presenza di una ricca corte del Trecento. L’abbigliamento, le acconciature e i gioielli sono una testimonianza importante degli usi e dei gusti dell’epoca. Predominano i rossi delle terre, i verdi, l’ocra per simulare l’oro e il bianco per realizzare orlature in pelliccia, impreziosire le bordature delle vesti e stupire con splendide corone ornate di perle e di gemme. L’acconciatura delle figure femminili è la medesima: capelli raccolti in una lunga treccia in cui sono inserite file di perle.

Alla sensibilità dell’artista per la parte decorativa si unisce anche una certa attenzione per la varietà di pose, sguardi e caratterizzazione somatica dei personaggi: Giacomo di Galizia, per esempio, è raffigurato come un giovane dai capelli raccolti e pizzetto, mentre Giovanni il Battista con capelli e barba incolti. Il Beato Enrico da Bolzano, invece, come un anziano dai capelli e barba bianchi. È questa la sua rappresentazione più antica conosciuta e giunta fino a noi, probabilmente realizzata dopo la sua morte avvenuta nel 1315. Anche lui, come gli altri, ha un attributo che lo identifica, sebbene siano tutti incorniciati e presentino il nome nella fascia superiore appena sotto ad una cornice con mensole prospettiche. Probabilmente sono stati utilizzati dei cartoni preparatori come base per le pose delle figure, poi variate nei dettagli per una maggiore caratterizzazione. Il 12 settembre è stata inaugurata una mostra proprio sul Beato Enrico e la si potrà visitare fino al 10 ottobre.

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