città di verona

“E quindi uscimmo a riveder le stelle” non è più solo l’ultimo verso dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri, è un mantra che ripetiamo in continuazione; è anche il momento in cui Virgilio, poeta e guida, conduce Dante dall’Inferno al Purgatorio; quel Virgilio guida nel viaggio per eccellenza della conoscenza come presa di coscienza e dunque consapevolezza, quel Virgilio che mostra e spiega a Dante, discente e assetato di conoscenza, l’ordine delle cose.

Così le guide culturali sono metafora, novelli Virgilio, per tutti quei Dante inconsapevoli che sono gli abitanti, non solo i turisti, i visitatori delle città, dei luoghi.

E mai come nel nostro paese la figura della “guida culturale” dovrebbe essere una vera e propria istituzione, non solo in omaggio a quei due grandi poeti, Virgilio e Dante, ma perché la cultura è un processo e la conoscenza un cammino che gli italiani devono riprendere con umiltà.

Se c’è un paese dove l’arroganza impera è proprio l’Italia: gli italiani quando vanno a visitare luoghi, città, territori, monumenti raramente si affidano ad una guida perché “essendo italiani” non ne hanno bisogno, come se la conoscenza avvenisse per intercessione dello Spirito Santo. Ancora di più a casa loro. E così sono spesso gli italiani, gli abitanti, a perdere di più della bellezza della propria città, senza pensare che tra “Virgilio” e “Dante” c’è da sempre un passaggio di consegne, tra chi ci conduce avanti al cammino e ci mostra la via per conoscere e godere della bellezza e noi c’è il dono di diventare noi stessi “guide” per indicare bellezza e bene del nostro territorio, diventare comunità culturale, come l’Italia dovrebbe essere.

Così a Verona, e forse ancora di più, casa per molto tempo del sommo poeta.

Così, dovrebbero essere gli abitanti in questo momento storico, assetati di conoscere la propria città, fare i turisti a km0, quel turismo di prossimità al quale si rivolge oggi il Gruppo guide animatori culturali di Verona, affiliato al Centro Turistico Giovanile (CTG) che, seppur fermo, è in attività continua, di formazione e di sperimentazione, in attesa di uscire dal limbo.

Dottoressa Francesca Viviani, Presidente del Gruppo, in questo momento difficile cosa stanno facendo le Guide turistiche e culturali della nostra città?

«Stiamo studiando. Siamo in formazione continua con un ciclo di 28 incontri on line per aggiornamento; nel frattempo abbiamo vinto il bando per  la formazione dei ragazzi delle scuole elementari e medie con il progetto “Alla scoperta di Verona” da fare a distanza su piattaforma. Alcuni di noi sono tornati ad insegnare, altri aspettano che la situazione migliori, intanto sviluppiamo le nostre conoscenze attraverso anche la formazione informatica, perché il Covid ha accelerato necessariamente le competenze digitali. Ed anche la creatività, per trovare nuovi modi».

La creatività come antifragilità! La Guida è uno di quei mestieri che appartengono alla sfera culturale e che nel nostro paese sono sottovalutati, come molti altri del genere, ma non vi siete scoraggiati?

«Non è facile, ma non ci scoraggiamo, a volte per la governance siamo invisibili, sarebbe importante invece partecipare alle scelte del territorio lavorando sull’accoglienza come sistema»

Come vede il futuro delle guide culturali e turistiche, a breve?

«Ci stiamo preparando, organizzando con gruppi più piccoli, con auricolari e distanziati a seconda dei prossimi dpcm, e dal 15 Febbraio dovrebbe finire l’ordinanza del Sindaco che vieta adunanze nelle piazza così da ricominciare anche con gli appuntamenti fissi come quello del terzo sabato del mese a San Procolo e alla Torre abaziale di San Zeno che magari faremo di Venerdi viste le recenti disposizioni per la chiusura nel fine settimana. Noi ci siamo sulle pagine social, Facebook e Insatagram per chi volesse seguirci e abbiamo una nuova sede in vicolo Sant’Andrea dove vorremmo riprendere i laboratori in presenza con le scuole e altri incontri. Dobbiamo costruire nuovi modelli. Forte comunque è il desiderio di riprendere in presenza».

Una “normalità” che a Marzo il Gruppo Guide culturali di Verona sta riorganizzando con visite guidate all’aperto, se tutto va bene: i veronesi sono invitati, numerosi, ma in piccoli gruppi, a distanza, con mascherine e tanta voglia speriamo di essere Dante guidato da Virgilio in una Verona che ha vissuto da abitante. Come noi.