Forse Maria non lo sa. Non sa di avere il potere nelle mani, quello di essere costruttore di bellezza, quello di un mestiere che nella parola ha la “poesia”, fare con arte.
Forse non sa che il Falegname, colui che costruisce con il legno, è un mestiere antico, e che dalla nascita nel XII secolo delle Corporazioni di arti e mestieri quello del falegname apparteneva ai Maestri di Pietra e Legname, perché con pietra e legno si facevano case e cattedrali, si costruiva la città.
Forse Maria non lo sa. Non sa che nella Loggia della chiesa di Orsanmichele a Firenze, quell’originario Mercato delle Granaglie che all’ultimo piano aveva la sede delle corporazioni, c’è una nicchia, e dentro la nicchia tre Santi, tre scultori romani poi martirizzati perché cristiani, che sono i protettori della corporazione dei Maestri di pietra e e Legname.
Forse Maria non sa che uno di quei tre Santi scultori si chiamava Claudio, come il suo papà falegname, venuto via troppo in fretta e presto da questa terra, quando ancora Maria doveva imparare tante cose, e non solo di questo mestiere.
Stargli accanto mentre lavorava il legno, sentirne il profumo, quello del Rovere il preferito di Maria, era un gioco bellissimo, con un desiderio forte d’imparare. Discepolo e Maestro come è in ogni bottega che si rispetti.

Forse Maria non lo sa che quel luogo, la falegnameria sotto casa, quei ricordi, quel sapere, oggi sono per lei eredità che ha appena cominciato a prendere nelle mani, cercando di ascoltare il cuore, senza dimenticare i pensieri, le idee fresche, giovani, che possono muovere quelle mani.
Non è sola Maria. La sostiene e non la lascia un attimo, sorvegliandola con gli occhi, la mamma Lucia, che in questa avventura le fa da assistente tutto fare. Insieme sono bellissime. Un mondo tutto ancora da scoprire e da fare. Rosa.
Maria non lo sa di come sia difficile il mercato, e come lo sia per un artigiano: amici e vicini ogni volta che hanno bisogno di un tavolo, di un mobile, di un piccolo restauro la vanno a trovare affidandole la trasformazione di un albero in un oggetto del quotidiano vivere, in quell’economia circolare che ha radici antiche.

Forse Maria non lo sa. Maria, tutto questo, forse non lo sa ancora, ma vorrei sapesse che ha un orizzonte ampio e aperto che arriva lontano, basta che si affacci dalla sua falegnameria per riempire lo sguardo di infinite possibilità, e per fare specchiare quel territorio bellissimo che è la Lessinia nei suoi occhi chiari e limpidi dove saltella il futuro come un folletto che aspetta di essere preso.
Forse Maria non lo sa che la invidio, perché da bambina giocavo con i trucioli di legno, e con quei profumi, e non sono stata capace di fare il mestiere di mio nonno, quel mestiere. Sacro.
Maria non è Giuseppe, ma forse non sa che sta riscrivendo la storia. La sua.