Vediamo nel dettaglio cosa comporta. Il lavoratore, per tutta la durata della missione, svolgerà la sua attività sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore. La somministrazione coinvolge tre soggetti, tra i quali si sviluppano diversi rapporti che sono organizzati da due distinti contratti:

• Rapporto agenzia per il lavoro con l’azienda: contratto di somministrazione di natura commerciale. Precede i contratti individuali e contiene il numero di lavoratori richiesti, mansioni e relativi inquadramenti, obbligo di comunicazione da parte della azienda utilizzatrice dei trattamenti retributivi e previdenziali applicati. Può essere a tempo determinato o indeterminato.

• Rapporto agenzia per il lavoro con il lavoratore: contratto di lavoro subordinato (cd. contratto di lavoro somministrato) che può essere a tempo determinato o a tempo indeterminato. Nel primo caso la durata del contratto sottoscritto coincide con la durata della missione presso l’utilizzatore, nel secondo il lavoratore viene assegnato di volta in volta a specifiche missioni.

Pertanto il lavoratore si interfaccerà:

• Con l’agenzia per il lavoro, in qualità di datore di lavoro che provvederà all’assunzione, alla corresponsione della retribuzione e al versamento dei contributi

• Con l’azienda nella quale materialmente eseguirà la prestazione lavorativa, sotto la sua direzione e controllo.

Quando può essere utilizzata la somministrazione di lavoro?

Dopo l’entrata in vigore della legge 96/2018 il cosiddetto Decreto Dignità ha modificato l’uso della somministrazione in questi punti:

• Causale per i contratti con durata superiore ai 12 mesi

• Limite massimo di 24 mesi

• Costo aggiuntivo dello 0,5% in occasione di ogni rinnovo