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Le firme oggi si sono evolute e la validazione di documenti in modo elettronico e digitale è diventata una pratica sempre più frequente. 

La firma elettronica e la firma digitale sono ciascuna caratterizzate da peculiarità che le rendono distinte una dall’altra per quanto riguarda la tecnologia utilizzata e le circostanze in cui possono essere impiegate.

Per poterle utilizzare in modo consapevole è bene capire cosa sono e soprattutto conoscere le differenze tra le due tipologie di firma, perché spesso confuse o ritenute la medesima cosa.

Firma elettronica. Cos’è, a cosa serve e quando

Con firma elettronica si intende la verifica che si applica in modo elettronico ad un documento e che viene utilizzata per confermare accordi oppure transazioni tra persone o enti.

Un metodo sempre più diffuso, tanto che si prevede una costante crescita del mercato globale delle firme elettroniche che si stima raggiungerà i 14,1 miliardi di dollari nel 2026.

La firma elettronica è dunque un simbolo digitale che un firmatario aggiunge a un contratto. Si tratta di una tipologia di validazione all’avanguardia che si appoggia ad un software firma elettronica permettendo l’utilizzo della firma in modo semplice, tramite una app creata appositamente a questo scopo.

Come funziona la firma elettronica?

Ricevuto un documento è possibile firmarlo digitalmente da computer (desktop o laptop), tablet, cellulare e altri dispositivi.

Apporre la firma elettronica significa dotare i documenti di un indicatore di data e ora e di una protezione tramite certificato.

Questo livello così alto in termini di sicurezza permette ai documenti di avere una firma unica, che dal punto di vista legale è l’equivalente di una firma su carta.

Le firme elettroniche sono sempre più spesso utilizzate in precisi ambiti come enti governativi, bancari e finanziari, così come da parte di compagnie assicurative, aziende nel settore legale o delle consulenze.

Firma digitale. Cos’è?

Per firma digitale si intende la tecnologia capace di dimostrare la validità di una firma elettronica su un documento digitale, utilizzando metodi di identificazione sofisticati basati su certificati.

Esistono alcuni enti statali e organi normativi che richiedono la firma digitale oltre a quella elettronica perché ritenuta particolarmente sicura nel proteggere l’integrità dei documenti. C’è però da tenere presente che la firma digitale, a differenza di quella elettronica, non sostituisce quella tradizionale.

Si tratta di un software firma digitale che presenta delle caratteristiche tecniche precise con il fine di rendere più sicuro un processo di validazione in aggiunta a quello della firma elettronica. 

Una firma digitale infatti richiede:

  • Un certificato digitale emesso da un’autorità di certificazione. Questo ha la funzione di verificare l’identità dell’utente.
  • Creazione di un ID digitale unico. Questo si crea dall’associazione del certificato, tramite crittografia, al documento firmato.

La firma digitale ha un’altra peculiarità, quella di incorporare una PKI (infrastruttura a chiave pubblica) al processo di firma. La PKI genera due chiavi: una pubblica e una privata. Queste hanno rispettivamente il compito di identificare colui che appone la firma e l’ente che richiede questo tipo di validazione.

Quando si tratta di documenti legali riservati dunque, la presenza di un certificato digitale e di una PKI offrono un’identificazione e una sicurezza di livello davvero molto alto. 

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