Condivisione e amore per la letteratura animano, ormai da 17 anni, il Circolo dei Lettori di Verona. Una realtà sempre attiva che non si è fermata nemmeno difronte alla Pandemia. Libri e penne alla mano con corsi di scrittura narrativa, workshop, volontariato e tanto altro: ne abbiamo parlato insieme alla responsabile Francesca Arduini.

Francesca Arduini

Come nasce il Circolo e come si è evoluto nel corso degli anni?

L’iniziativa prende forma nel 2008 in seno all’associazione culturale Liberamente ed è il primo progetto scaligero dedicato interamente alla lettura ad alta voce con l’obiettivo di recuperarne il valore sociale. L’elemento chiave che accomuna i 150 soci è il piacere della condivisione. Il programma annuale viene avviato a ottobre e si scandisce in diversi gruppi di lettura, ognuno guidato da un docente-accompagnatore che fissa un libro, una tematica, un percorso culturale su cui ragionare insieme. Dieci team nel primo semestre e dieci nel secondo a cui ogni socio può scegliere di aderire in base alle proprie inclinazioni e preferenze. Insieme ai fruitori ci incontriamo ogni 15 giorni negli spazi della Biblioteca Civica. Si crea una vera e propria community.

Oltre agli incontri di lettura, il Circolo propone tante altre iniziative come la scrittura creativa, i laboratori e il volontariato…

Il direttivo è composto da 5 volontari che, senza scopo di lucro, organizzano varie attività per un intenso programma che si articola nell’arco dell’anno. Nel mese di agosto, ad esempio, abbiamo collaborato con il Festival della Letteratura di Mantova condividendo incontri con autori e lettori; organizziamo anche corsi di scrittura narrativa e poetica. Altro progetto che raccoglie sempre numerose adesioni è quello dei “Lettori volontari”: alcuni soci si recano nei reparti dell’Ospedale di Borgo Trento, al letto del paziente, e nelle RSA per leggere ad alta voce alcune pagine di romanzi, racconti o poesie. Sono incontri di umanità e sensibilità che danno sollievo e tengono compagnia a persone in situazioni particolari. Sono iniziative che prendono forma grazie alla collaborazione con diverse realtà del territorio, tra queste anche il Festival Tocatì: per l’occasione realizziamo una maratona di lettura in cui, dalle 10 alle 18, i nostri volontari si alternano leggendo in pubblico a staffetta per intrattenere cittadini e visitatori. Quest’anno abbiamo deciso di dare voce a un’opera di narrativa per ragazzi, l’autore è veronese ma non sveliamo ancora il nome. Apice della programmazione di quest’anno il ciclo di laboratori con Nadia Terranova, scrittrice e giornalista, che in due seminari metterà a fuoco l’Amore in tutte le sue sfumature.

Il Circolo è una fucina di idee che fanno perno sulla lettura pensata come condivisione di emozioni: quale valore assume il vostro progetto di sensibilità in questo momento storico?

Siamo tutti forti lettori e coltiviamo la nostra passione ma non ne siamo gelosi custodi, vogliamo condividerla nella convinzione che la lettura sia gentilezza, sensibilità e vicinanza. È una strada a doppio senso che rincuora gli altri ma che fa star bene anche noi volontari. Si costruisce, con dedizione, un dialogo sempre aperto che negli anni di crisi sanitaria ci ha concesso di non sentirci soli come è capitato, invece, a tante persone. È appagante constatare come, ogni anno, aderiscano sempre più persone: la lettura condivisa è diventata una fitta rete sul territorio di persone, idee, iniziative e realtà.

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