Stefano Lappa gruppo Contec
Stefano Lappa di Gruppo Contec

Quando viene fondata a Verona, nel 1962, Contec è una delle prime società di ingegneria a costituirsi in Italia. Oggi, dopo sessant’anni, è un gruppo strutturato in dieci divisioni e un laboratorio di ricerca: una crescita significativa, soprattutto negli ultimi dieci anni, che ha permesso di festeggiare un traguardo tanto rilevante nel mondo dei servizi tecnici e della consulenza. «Gruppo Contec nasce nel mondo delle costruzioni e dell’architettura – racconta Stefano Lappa, membro del board di Gruppo Contec – ma oggi opera su tanti altri settori, come la robotica, l’informatica, la sicurezza sul lavoro, l’ambiente e le infrastrutture. La crescita degli ultimi anni, particolarmente positivi, è avvenuta sia internamente, con la nascita di nuove divisioni, sia tramite acquisizione di società già esistenti: nel 2021 abbiamo fatto il primo passo in tal senso, acquisendo un’organizzazione che ha portato nel nostro portafoglio di servizi anche le competenze in ambito di project management e construction management, particolarmente richieste al giorno d’oggi». 

In Gruppo Contec anche una Società Benefit

Non è scontato per un gruppo che si occupa di ingegneria avere all’interno una Società Benefit. Il traguardo, in questo caso, è stato raggiunto da Open Building, compagine che si occupa di progettazione con grande attenzione al tema della digitalizzazione nel mondo delle costruzioni. «Open Building ha intrapreso questo percorso riuscendo a configurarsi come Società Benefit con certificazione B Corp – spiega Lappa -, una rarità per il contesto in cui opera. Come Gruppo Contec abbiamo sempre dato particolare importanza al tema delle certificazioni, ma soprattutto per il percorso che sta dietro, rendendoci spesso conto di essere certificabili perché spontaneamente portavamo avanti determinate azioni. Contec è stata una delle prime società di ingegneria a ottenere un sistema di gestione per la qualità certificato e negli anni abbiamo aggiunto anche la certificazione del sistema di gestione ambientale e della sicurezza per alcune delle nostre divisioni. È recente l’uscita di alcune linee guida in vista di una norma certificabile sulla parità di genere: leggendola ci siamo resi conto che, spontaneamente, potremmo già certificarci anche per questo aspetto, avendo un rapporto paritario tra uomini e donne, molto raro nel mondo STEM, di cui siamo particolarmente orgogliosi». 

Gruppo Contec si è insediato con i propri uffici presso MIND a Milano, nuovo strategico e poderoso intervento di riqualificazione territoriale (photo credit MIND)

Servitizzazione: la svolta per il settore manifatturiero

La parola chiave per il futuro di Gruppo Contec è servitization, traducibile con il termine servitizzazione, un elemento di svolta per il mondo manifatturiero, anche italiano. Si tratta di un diverso modello di business, meno focalizzato sulla vendita del prodotto, che guarda all’effettiva necessità finale di un bene, favorendo la fornitura di servizi, con l’obiettivo di creare maggior valore per il cliente. «Ce ne occupiamo attraverso Pronext – aggiunge Lappa – società di consulenza strategica, organizzativa ed economico-finanziaria all’interno di Gruppo Contec. Vorrei partire da alcuni esempi per spiegare cosa intendiamo con servitizzazione. L’azienda Rolls Royce, ad esempio, nella sua divisione dedicata ai motori per l’aeronautica, oggi protende per l’affitto dei motori, pagato in base alle miglia di volo,  rispetto alla loro vendita. Questo perché l’esigenza delle compagnie aeree è quella di avere un mezzo funzionante in aria, non fermo nell’hangar. La stessa cosa è accaduta in Philips, che ha iniziato a fornire servizi di illuminazione più che concentrarsi sulla vendita dei prodotti, perché l’interesse degli acquirenti è avere un livello di comfort illuminotecnico elevato, non comprare lampadine». 

Esempi in tal senso ne offre già anche il nostro tessuto industriale, basti pensare a PMI produttrici di macchinari che sempre più noleggiano i loro prodotti garantendo servizi di assistenza. Una pratica, quella della servitizzazione, fondamentale tanto sul piano economico quanto su quello ambientale per lo sviluppo futuro. «Rimanere proprietari del bene e garantire che funzioni per anni – specifica Lappa – significa progettarlo per avere una maggiore durabilità. In questo senso, questo approccio spazzerebbe via il fenomeno dell’obsolescenza programmata: il prodotto deve durare tanto e rompersi il meno possibile. Nel contempo, da produttore, rimanere proprietario del bene mi consente di continuare a raccogliere dati, conoscendo meglio prodotti e clienti, mi consente di poter riutilizzarlo, in toto o per alcune sue componenti. Un approccio innovativo che rinnoverà le strategie aziendali, portando incredibili vantaggi dal punto di vista economico ma soprattutto da quello ambientale».

Il centro sportivo sostenibile Platys Center, primo in Europa a certificarsi SITES® (photo credit Platys Center)
banner-gif
Articolo precedenteCarrera Jeans, certificazione di sostenibilità a conferma di impegno costante
Articolo successivoTurandot da fiaba incanta l’Arena