IPLUS
Da sinistra: Beatrice Scappini, Stefano Scappini e Dario Demme, co-fondatori di IPLUS

Una rete di professionisti a supporto dello sviluppo delle imprese, a beneficio della comunità: possiamo descrivere così IPLUS, uno studio di consulenza veronese che opera in molteplici ambiti professionali per offrire soluzioni efficaci e innovative. A fianco della più comune consulenza fiscale, societaria e del lavoro, marchio distintivo di IPLUS, da dieci anni, è la consulenza in termini di sostenibilità aziendale, oggi ​​un fattore di vantaggio competitivo che diventerà un futuro prerequisito per tutte le organizzazioni. 

Capire cos’è la sostenibilità

«Prima di tutto – racconta Beatrice Scappini, co-fondatrice di IPLUS, – è importante capire cosa sia la sostenibilità, ovvero l’equilibrio ottimale tra l’area sociale, economica e ambientale all’interno di un’azienda. Il nostro impegno è quindi rivolto ad implementare la sostenibilità all’interno delle imprese, nei loro processi e nei loro prodotti». Una definizione più estesa di quanto si possa comunemente pensare e raggi d’azione in ambiti differenti. Le aziende possono intraprendere percorsi di miglioramento e di sostenibilità sia dal punto di vista ambientale, in riferimento dell’efficientamento energetico, la riduzione di emissioni o il consumo di acqua, per fare degli esempi, ma anche sul piano sociale, ponendo al centro l’attenzione ai lavoratori o alle comunità locali, e in campo economico, ponendo maggiore attenzione a fornitori, filiere ed enti distributivi.  

«Fin da subito – rivela Stefano Scappini, co-fondatrice di IPLUS, – abbiamo riscontrato un grande interesse in materia, anche quando l’attenzione al tema non era così capillare. Negli anni abbiamo via via implementato le tipologie di servizi offerti: oggi siamo strutturati per poter eseguire dei rating di sostenibilità, seguendo gli indici più importanti a livello europeo, che vengono sempre più richiesti all’interno di imprese produttive e manifatturiere». 

La sostenibilità come investimento sulla credibilità futura

Il percorso aziendale verso la sostenibilità deve sempre più diventare prassi, con la consapevolezza che si sta investendo sulla propria credibilità futura: un miglioramento che richiede tempo e confronto costante, soprattutto con chi dell’azienda fa parte in prima persona. «I lavoratori sono stakeholder di primaria importanza per l’Impresa – conferma il Dott. Dario Demme, consulente del lavoro e segretario dell’ordine dei consulenti del lavoro -. La valorizzazione del capitale umano deve costituire obiettivo ed impegno costante per ogni organizzazione orientata a risultati di valore».

«In ambito lavoristico – prosegue Demme -, la “Sostenibilità” non è affannosa ricerca di consenso preordinato a maggiore efficienza e/o produttività del lavoro, ma bensì la più alta forma di strategia condivisa che coniuga gli obiettivi dei lavoratori con i fini dell’impresa. Non esistono strumenti precostituiti a detto stato di “benessere”, ma solo strategie sartoriali di pensiero integrato che, attraverso governance trasparenti ed osservanti del diritto, utilizzano strumenti innovativi a vantaggio del sistema aziendale, sociale ed ambientale. Non solo piani di welfare, gestione della mobilità sostenibile, piani di carriera e contrattazione integrativa ma anche indagini accurate e rendicontazioni specifiche che rendono misurabili il valore di beni intangibili. Questo è il metodo I-PLUS e questo è il modello che il consumatore acquista a parità di prezzo e prodotto». 

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