Lo hanno dimostrato gli azzurri di Roberto Mancini, che hanno risanato la profonda ferita di un mondiale mancato nel 2018, portando a casa la coppa del Campionato Europeo lo scorso 11 luglio. lo stanno dimostrando gli atleti impegnati nelle Olimpiadi di Tokyo 2020 e non solo.

I veronesi in Giappone

Elia Viviani e Jessica Rossi con il presidente Mattarella

La lista dei veronesi presenti in Giappone in questo momento conta otto sportivi, a partire dall’ormai veterano ciclista (nonché portabandiera dell’Italia) Elia Viviani, ma non solo: accanto a lui anche le velociste Gloria Hooper e Johanelis Herrera, la canoista Clara Guerra, la cestista Chiara Consolini e il campione di Bmx Giacomo Fantoni. Sei le donne e due gli uomini che hanno portato l’orgoglio veronese dall’altra parte del mondo e che rappresentano quelle giovani promesse di cui si parlava poc’anzi. Tra di loro, alla prima esperienza olimpica, ci sono anche la velocista Anna Polinari e la saltatrice con l’asta Elisa Molinarolo, rispettivamente classe ’99 e ’94, che sono partite per il Giappone senza mancare una tappa a Palazzo Barbieri per un incontro di buon augurio da parte delle istituzioni scaligere. In quel frangente, ai nostri microfoni, ci hanno parlato a cuore aperto dei loro sogni e della voglia di fare un’Olimpiade da “buona la prima”: «Solo lo scorso anno la mia partecipazione alle Olimpiadi – ha detto Anna – rappresentava davvero un sogno. La pandemia, con le limitazioni collegate, ha reso difficile continuare gli allenamenti e l’impegno sportivo, ma mi ha dato anche modo di raggiungere una preparazione che mi ha consentito di qualificarmi per Tokyo».

Da sx: Filippo Rando, Elisa Molinarolo, il sindaco Sboarina e Anna Polinari

«Gara dopo gara ho visto cresce le mie possibilità per una convocazione che, solo pochi mesi fa, ritenevo impossibile – ricorda Elisa –. Ancora sono incredula, perché questo appuntamento è la coronazione di un sogno. Sono pronta ad impegnarmi al massimo per raggiungere nuovi ed importanti risultati».

Entrambe sono impegnate questo mese, Elisa ha gareggiato il 2 agosto, mentre Anna correrà la staffetta 400 ostacoli il prossimo 8 agosto. Non c’è dubbio che l’Italia intera e, soprattutto, Verona, ha fatto e farà sempre il tifo per loro.

I Campioni dell’Europa siamo noi

I Campionati Europei di calcio 2020 li stavamo aspettando con scetticismo. Dopo la dèbacle dei mondiali di Russia la Nazionale ha sempre mantenuto un profilo basso, tanto che alla prima e alla seconda vittoria nel girone rispettivamente contro la Turchia e la Svizzera, nessuno si è sbilanciato: tutti avevano paura di credere in un’impresa impossibile o, quantomeno, improbabile. Il momento in cui abbiamo cominciato a crederci davvero è arrivato prima con quella sofferta vittoria contro l’Austria, poi contro i giganti del Belgio e ancora contro i maestri spagnoli del palleggio. L’ultimo ostacolo, rappresentato dai padroni di casa inglesi che avevano già dato per certa la sconfitta azzurra al suono di “It’s coming home” (in riferimento al trofeo che sarebbe tornato nel luogo natio del calcio), è stato il più soddisfacente da superare. Certo abbiamo vacillato, pagando a tratti l’ingenuità di una nazionale composta non solo da pilastri di vecchia data come Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini, ma anche da stelle nascenti del calcio italiano alla prima esperienza in maglia azzurra. Eppure, tra calci di rigore sbagliati, sospiri e un senso di smarrimento iniziale (come testimoniato anche da Gigio Donnarumma, che non aveva capito di aver parato il gol decisivo per la vittoria), il tabellino dei rigori ha parlato chiaro e il boato che si è alzato da ogni angolo della Penisola, così come a Verona, è stato liberatorio. La Nazione intera si è riunita (forse in alcuni casi con un po’ di incoscienza) nelle piazze e nelle strade del Paese per celebrare la sua rinascita simbolica davanti a tutta Europa. Sono state davvero notti magiche, come quelle di cui cantavano Gianna Nannini ed Edoardo Bennato e, tifosi oppure no, le custodiremo nel cuore per parecchio tempo.

Ma non si vive di solo calcio…

Se è vero che, in Italia, il calcio fagocita ogni altro sport, è altrettanto vero che i campioni di altre discipline sportive non ci mancano. Pensiamo alla pallavolo: mentre la nazionale femminile sta scalando la classifica delle Olimpiadi portando a casa un trionfo dopo l’altro, la nazionale femminile Under20 si è laureata Campione del Mondo nel mese di luglio vincendo otto match su otto.

Lo stesso si può dire di discipline più particolari, come il rafting e il biliardo, nelle quali brillano anche giovani veronesi. Tra di loro i campioni del mondo di rafting Fabio e Zeno Martini, Pietro Fratton e Lorenzo Mastella; il campione del mondo juniores di canoa Martino Barzon e il campione italiano di biliardo Luca Montanari, che lo scorso 26 luglio sono stati premiati a Palazzo Barbieri dal sindaco Sboarina e dall’assessore allo sport Filippo Rando con un attestato di benemerenza per i risultati raggiunti. Tanti ancora i sogni nel cassetto di questi ragazzi, che vogliono puntare l’asticella sempre più lontano, sempre di più verso la conquista della prossima sfida. Il loro si prospetta come un futuro costellato di successi, che gli auguriamo, e di orgoglio per Verona.

Luca Montanari, il sindaco Sboarina, Fabio e Zeno Martini, Pietro Fratton, Lorenzo Mastella e Martino Barzon
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