Oggi assieme al notaio Mario Sartori parliamo di dichiarazione di successione. Come è noto, entro un anno dall’apertura della successione, la dichiarazione di successione va presentata all’Agenzia delle Entrate competente.

Essa può essere sottoscritta da uno solo degli eredi anche se tutti sono solidalmente responsabili del pagamento dell’imposta. Nella dichiarazione vanno indicate le attività e passività ereditarie e quanto previsto dalla normativa che regolamenta la materia, il Decreto Legislativo 346 /1990.

In generale la dichiarazione di successione deve essere presentata dagli eredi, legatari, dai loro legali rappresentanti, dagli amministratori dell’eredità, dagli immessi nel possesso dei beni e dai curatori dell’eredità giacente e, come dicevamo, va presentata all’Agenzia delle Entrate competente che è quella nella cui circoscrizione aveva l’ultima residenza il defunto. Se quest’ultimoè venuto a mancare all’estero, ma ha avuto una residenza in Italia, l’ufficio di riferimento è quello dell’ultima residenza italiana conosciuta.

Alla dichiarazione di successione dovrà essere allegata la documentazione prevista la quale sostanzialmente dovrà comprovare le attività e le passività ereditarie. Nel caso in cui la dichiarazione di successione venga presentata in ritardo quindi non entro l’anno previsto dall’apertura della successione, sono dovute le sanzioni, delle penalità che sono variabili a seconda del ritardo e dell’imposta dovuta.

Non c’è obbligo di presentare la dichiarazione di successione se l’eredità è devoluta al coniuge, o a parenti in linea retta del defunto e se la base imponibile ha un valore non superiore a 100.000 Euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

Perché farla dal notaio?

Il notaio, prima di predisporre la successione, effettua le verifiche presso i competenti uffici per controllare non solo l’esistenza di vincoli e gravami, ma anche l’esatta identificazione catastale dei beni così come si fa per le compravendite. Non si limita a “stampare e copiare la visura catastale”, ma effettua controlli approfonditi per accertare che nei vari passaggi precedenti non siano stati dimenticati beni o non siano stati esattamente identificati.

Inoltre il notaio, informato dagli eredi che alla successione seguirà una donazione, una divisione, una cessione quota, una vendita, eccetera, nel predisporre i valori della dichiarazione terrà conto dei successivi atti e del loro contenuto. In altri termini, il notaio ha in mano l’intera “filiera” della dichiarazione di successione, ben sapendo quello che deve fare prima e quello che deve fare dopo l’adempimento fiscale della presentazione della successione.
È quindi il professionista più competente ad esperto in materia.

Pertanto è opportuno rivolgersi a tale professionista quando è deceduta una persona per avere una completa panoramica sotto tutti i punti di vista di adempimenti e attività da espletarsi, anche allo scopo di avere una corretta tassazione non solo della successione, ma anche degli atti successivi che gli eredi sono intenzionati a porre in essere.