Come sappiamo, la morte di una persona pone il problema della sorte dei diritti, dei rapporti giuridici, dei beni, dei debiti e dei crediti dei quali era titolare il defunto o la defunta. Infatti, tali diritti e rapporti non possono estinguersi e cessare.

Come spiega il notaio Mario Sartori nella sua nuova video pillola per la rubrica “Notaio informa”, «dovrà essere individuato un soggetto al quale tali diritti e obbligazioni si trasferiscano».

Fin dall’antichità tali soggetti sono stati individuati nella famiglia di appartenenza in particolare nei suoi membri. I primi soggetti ai quali i diritti, i beni e i rapporti si trasferiscono sono proprio i parenti più stretti.

«Il diritto moderno nelle sue varie formulazioni ha riconosciuto a quest’ultimi, legati da parentela stretta con il defunto, il diritto non solo di subentrare al defunto stesso, ma di veder riconosciuta una quota minima, chiamata quota di riserva o di legittima, del patrimonio della persona deceduta. – spiega il notaio Sartori – In mancanza di soggetti legati da stretta parentela, il diritto a succedere è stato riconosciuto a parenti più lontani e così fino al sesto grado».

«L’articolo 572 del codice civile – sottolinea Sartori – recita: “La successione non ha luogo tra i parenti oltre il sesto grado“. Se non ci sono parenti entro il sesto grado a chi viene devoluta l’eredità? L’articolo 586 c.c. stabilisce che in mancanza di tali parenti, l’eredità venga devoluta allo Stato».

È bene sapere inoltre che l’acquisto opera di diritto, senza bisogno di accettazione e non può farsi luogo a rinuncia.

«Si usa dire che lo Stato è “l’erede necessario”. – conclude Mario Sartori – Pertanto un erede c’è sempre ed è lo Stato che subentra nel caso in cui manchino eredi, come dicevamo, entro il sesto grado».

Nella prossima puntata vedremo alcune tipologie di successioni.