Si chiude in trionfo il ritorno del fortunato musical Notre Dame de Paris all’Arena di Verona, acclamato da un pubblico da tutto esaurito per le tre sere in programma, sabato 8, domenica 9 e lunedì 10 ottobre. Tre serate che hanno concluso la stagione di opera e spettacolo all’Arena di Verona, celebrando i vent’anni dal debutto nel 2002 dello spettacolo musicale scritto da Luc Plamondon e su musica di Riccardo Cocciante.

Entrambi gli autori erano presenti ieri sera per dare l’arrivederci alla prossima tournée, scatenando l’emozione dei presenti che, con la serata di ieri sera hanno raggiunto la quota di oltre 400.000 spettatori in ben 45 rappresentazioni all’Arena di Verona, tre serate però rese uniche dalla presenza sul palcoscenico dell’intero cast originale del primo Notre Dame the Paris.

Si apre il palcoscenico con la voce di Matteo Setti nei panni del poeta Gringoire che, sullo sfondo della Cattedrale di Notre Dame, comincia il racconto e scioglie l’emozione del pubblico presente e in fremente attesa dello spettacolo. Procede la storia, tratta dalla penna di Victor Hugo, con l’entrata di Marco Guerzoni, lo storico Clopin, capo dei clandestini, interpretati da coloratissimi e talentuosi ballerini provenienti da tutto il mondo per il secondo brano La Corte dei Miracoli, che strappa un secondo applauso al pubblico.

L’applauso più grande per Lola Ponce, l’indimenticabile Esmeralda, voce emozionata e melodiosa che riporta in chi era presente il ricordo della prima messa in scena, dimostrando una immutata affinità con la voce graffiante di un intramontabile Gio’ di Tonno nei panni di Quasimodo.

Una storia d’amore, passione, ma anche dolcezza come il rapporto tra l’innocente Fiordaliso – Claudia d’Ottavi- e il bel capitano Febo – Graziano Galatone – in contrasto con il tormento interiore del prete Frollo, l’insuperabile voce di Vittorio Matteucci, ma anche di libertà, accettazione e grandi cambiamenti nella storia dell’umanità.

Uno spettacolo di colori, luci e suoni che rende l’esperienza indimenticabile agli occhi di chi ne assiste.

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