street theatre

Vittorio Gassman diceva che l’attore è una scatola vuota. A Verona, invece, ci sono tante piccole scatole piene: ricolme di sogni, talento e ambizioni. Sono i Giovani di Casa Shakespeare, la compagnia teatrale composta da ragazze e ragazzi della città che, nei giorni scorsi, ha conquistato l’alloro come miglior giovane compagnia nazionale di street theatre nell’ambito del progetto “Ahi Serva Italia! Dante di Shakespeare”.

La competizione è basata sull’omonimo libro (Solferino editore) del celebre duo Monaldi & Sorti e ha come testimonial il regista Pupi Avati e l’attrice Monica Guerritore. Nove le regioni in gara e tante compagnie teatrali per mettere in scena Dante e la Divina Commedia come protagonisti di un dramma shakespeariano.

«Tra tutte le performance quella dei nostri Giovani è stata la vincente, una grande gioia e un pieno di soddisfazione. Sono fiero di loro – ha commentato Solimano Pontarollo, direttore generale di Casa Shakespeare -. Sono dei ragazzi splendidi con un grande talento, non si sono mai tirati indietro di fronte a prove e sperimentazioni. Io mi sono occupato della direzione generale, mentre la regia e l’allestimento sono a cura di Andrea de Manincor e Sabrina Modenini».

Grande soddisfazione per Pontarollo che, in queste settimane, è stato “avvistato” anche in Love in The Villa, il film Netflix che racconta Verona tra le righe della storia d’amore di due moderni Giulietta e Romeo: «È stato eccitante – sorride -. Il team è fantastico e il livello professionale è altissimo. Anche se il film calca lo stereotipo nazionale, fotografia e qualità della ripresa sono eccezionali. La parte più divertente? Ricevere screen e messaggi da amici e conoscenti che mi hanno riconosciuto guardando il film».

Ma il vortice di emozioni più forte lo hanno vissuto loro, i Giovani di Casa Shakespeare: sedici, tra ragazzi e ragazze, che si sono incontrati sul palco e hanno stretto una salda amicizia. Noi abbiamo fatto una chiacchiera con tre componenti del gruppo: Emma Cavarzere, Miriam Ridolfi e Sabrina Pantoja.

Siamo abituati e vedere ragazzi e ragazze che spesso scelgono sport nazional popolari come nuoto, basket o altri. In controtendenza voi spendete i vostri pomeriggi a teatro: com’è nata questa passione?

«Ho iniziato con il regista Matteo Spiazzi. Avevo 6 anni – racconta Emma Cavarzere, 16 anni e tanta sicurezza -. In realtà mi sono avvicinata un po’ per caso e un po’ per curiosità perché dovevo trovare un hobby pomeridiano mentre i miei genitori erano al lavoro: ho provato con il teatro e mi sono innamorata. Poi sono arrivata a Casa Shakespeare dove ho trovato un gruppo meraviglioso: serio e professionale ma anche affettuoso e di supporto. Siamo dei veri amici e grazie a questo collante siamo riusciti a montare lo spettacolo della vittoria in poche settimane. Prove, lavoro e studio anche a casa, ma ne è valsa la pena».

La performance è andata in scena il 12 agosto al Mura Festival. Il titolo è “Recita di Messer Apuliese e de suoi Jullari d’alcuni passi della Commedia, presente l’autore Messer Alighieri”. Emma ha prestato la sua voce a Francesca e insieme alle sue compagne Miriam e Sabrina, si sono cimentate nel ruolo di guitti (giullari).

«Il lavoro dietro le quinte è sempre complesso, ci sono tanti elementi da incastrare e da perfezionare: il teatro è un gioco di squadra – ci racconta Miriam Ridolfi, 17 anni -. Si prova e si riprova finché non arriva il giorno dello spettacolo in cui siamo tutti belli in ansia, ma finalmente si va in scena. Uno dei momenti che preferisco è quello del trucco e parrucco, mi dà la sicurezza giusta prima di calcare il palcoscenico. Casa Shakespeare, inoltre, ci ha fornito dei costumi medioevali molto particolari».

Siete la miglior giovane compagnia di street theatre d’Italia, come avete reagito alla notizia?

«Cercavamo informazioni da giorni ma nessuna comunicazione ufficiale: continuavamo a scambiarci messaggi con apprensione, ma niente – prosegue Miriam -. Poi, improvvisamente, usciamo sul giornale. È stato incredibile. Abbiamo pianto per la felicità».

Un importante successo, magari il primo di una lunga serie. Cosa vi aspetta ora? Quali sono i progetti futuri?

«È un’esperienza nuova per noi e non sappiamo bene cosa ci attenda ma avere un gruppo solido con cui andare a Roma e ritirare un premio così importante mi dà sicurezza. Siamo molto più di una compagnia, siamo amici; anzi, siamo una grande famiglia». Ci racconta la 16enne Sabrina Pantoja.

«Ahi Serva Italia! Dante di Shakespeare è stata l’occasione per metterci alla prova e fare network perché abbiamo conosciuto tante persone dinamiche e con la nostra stessa passione. – conclude Sabrina – Allo stesso tempo il premio ripaga delle fatiche e del grande impegno. Per me è stato emozionante vedere la faccia della mamma e di mia sorella quando abbiamo ricevuto la notizia della vittoria: eravamo a tavola, per la cena, e sono saltate sulla sedia poi siamo corse a festeggiare con i nonni. Avevamo tutti stampato un gran sorriso».

Grazie a Emma, Miriam, Sabrina e tutti i ragazzi di Casa Shakespeare per averci ricordato quanto sia bello credere nei propri sogni.

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