David Molinari lavora in Imaforni da tutta la vita, da quando, dopo gli studi in ingegneria, sceglie l’azienda scaligera come prima esperienza professionale. Imaforni, azienda fondata nel 1962 da due famiglie di soci veronesi, la famiglia Castello e famiglia Bademer, è diventata negli anni leader mondiale nella produzione di macchinari industriali e forni per l’industria dolciaria, con clienti del calibro di Ferrero, Barilla, Balocco, Vicenzi e Bonomi.

«Sono entrato in azienda in qualità di tecnico – racconta Molinari – e con gli anni mi sono dedicato sempre più alla gestione dei progetti e infine, più di dieci  anni fa, nell’area commerciale ricoprendo un ruolo più manageriale».

“A fianco del cliente per un futuro più sostenibile”

Una crescita continua negli anni, quella di Imaforni, tanto che nel 2016 è stata acquistata dal gruppo GEA, attivo, tra gli altri, nel settore bakery e leader mondiale del comparto con 4,9 miliardi di euro di giro d’affari e 18 mila dipendenti. «Passando da un’azienda familiare ad un’azienda prettamente manageriale, ho vissuto sia il passaggio generazionale che quello organizzativo e strategico che ha investito l’azienda. Nel 2015, inoltre, GEA aveva acquisito anche un’azienda di Schio attiva nello stesso settore, Comas, fondata nel 1972. Si è creato così un unico grande polo dolciario, chiamato GEA Bakery, che è la fusione di queste due società. Due aziende che insieme contano oltre 400 dipendenti e fatturano circa 150 milioni di euro, dei quali il 90% all’estero».

Un 2020 che si è chiuso abbastanza positivamente, quello di GEA Bakery, a livello di risultati. Un anno unico e pieno di stravolgimenti, soprattutto per la parte commerciale dell’azienda che ha dovuto reinventarsi un metodo di lavoro. «Eravamo abituati a viaggiare per il mondo tra i 100 e i 150 giorni all’anno ma con l’emergenza sanitaria abbiamo dovuto cambiato completamente il modo di lavorare e lo stile di vita. I risultati fortunatamente sono stati buoni, soprattutto perché alle spalle avevamo un brand riconosciuto e solido che ci ha permesso di mantenere vivo il rapporto con i clienti».

Il futuro dell’azienda, come quello del settore, è oggi sempre più orientato verso la sostenibilità e un ridotto impatto ambientale, sia nella fase di realizzazione che nel prodotto finale.

«Uno dei temi più sentiti oggi è quello del packaging, con un grande lavoro per convertire le confezioni di plastica in confezioni in carta riciclabile. Abbiamo all’attivo diversi studi per costruire impianti a impatto zero o a impatto ambientale ridotto, per supportare i nostri clienti in questo cambio di paradigma. Uno studio in particolare – spiega Molinari – prevede la conversione dei forni a gas in forni elettrici alimentati da energia rinnovabile: la sfida è quella di raggiungere questo risultato mantenendo inalterato il prodotto finale. Una seconda strada su cui il settore sta puntando molto è quella dell’offrire prodotti sempre più salutari, con meno zuccheri e grassi e più ricchi di fibre naturali. Anche in questa fase siamo al fianco del cliente supportandolo nei processi di formazione e cottura dei prodotti».

GEA BAKERY, UN POLO TECNOLOGICO SENZA RIVALI

GEA Bakery è un polo di innovazione tecnologica e conta, tra le due aziende, GEA Imaforni e GEA Comas, oltre una settantina di tecnici, tra cui la maggior parte ingegneri. «Siamo un grande studio di engineering – commenta Molinari – che realizza progetti su misura per il cliente, studiando ogni prodotto nei minimi dettagli. A livello di ufficio tecnico credo che il gruppo sia tra i primi a Verona e provincia: proprio per questo per noi lo scouting di talenti sul territorio è sempre più importante e necessario per rimanere all’avanguardia».