Una bandiera, un’icona, un manifesto generazionale. Diego Gennaro per il football americano nazionale è stato questo e forse un qualcosa in più: l’ex capitano del Blue Team è stato per decenni un punto di riferimento inossidabile di un movimento che si sta sempre più sedimentando entro i confini nostrani. 

Riposto il casco, il defensive lineman Gennaro è passato dall’altra parte della tavolata, assumendo la veste di coach della Mastini Academy, progetto lungimirante per avvicinare i giovani ai meccanismi del Senior Team scaligero. Una rappresentativa che, compatibilmente col momento storico che stiamo attraversando, è ferma in attesa di nuove direttive. 

«Il football americano, come in generale ogni sport di contatto, è penalizzato da questo periodo globale  – analizza Gennaro – attendiamo che giungano tempi migliori e che la situazione esterna diventi più confortante. L’Academy è una realtà in cui credo molto, in quanto è un “tramite” molto utile per approcciarsi al nostro sport. Che evoluzione ha avuto il football americano in Italia? Rispetto agli anni ’90 sono stati fatti innumerevoli passi in avanti. In quegli anni si puntava prevalentemente sull’aspetto fisico, in campo scendevano più “omoni” e si correva indubbiamente di più. Col susseguirsi delle stagioni c’è stato poi una profonda rivoluzione: ora ci si concentra maggiormente sulla tattica e sui passaggi. È il segno dei tempi».

Una contaminazione costante. L’NFL rimane l’Empireo a cui tendere: un modello oggetto d’ispirazione che non sbiadisce mai. «È innegabile come i campionati continentali si confrontino col modello americano – prosegue –  più che all’NFL si guarda al sistema “college”, realtà più compatibile alla nostra rispetto al mondo dei “Pro”, caratterizzato comprensibilmente da dinamiche distantissime. Ovviamente c’è anche poi chi decide di iniziare a giocare solo per l’“outfit” di noi giocatori: la visione che abbiamo degli “States” è un qualcosa che continua ad appassionare». 

Gennaro ha rappresentato per decadi il nostro Tricolore: anche il Blue Team col passare del tempo è andato incontro a cambiamenti epocali. «Con la storica vittoria in Austria dopo vent’anni ci siamo qualificati per la fase finale del campionato europeo – conclude – la quale si doveva disputare quest’anno, ma a causa Covid è stata rinviata e, a quanto filtra, potrebbe slittare ancora. In Nazionale l’organizzazione è estremamente strutturata, con allenatori specifici a curare le varie fasi del gioco, una metodologia di lavoro che proponiamo anche nel Senior Team dei Mastini. Globalmente però il Blue Team è cresciuto molto, arrivando ad annoverare ora dei giocatori che militano nei massimi tornei europei. Siamo sulla strada giusta».