Una storia rallistica che inizia non da giovanissimo ma una passione per i motori che è sempre stata presente. Federico Bottoni, pilota di rally, è cresciuto a Caprino e ricorda come momenti di festa incredibile i weekend in cui il paese accoglieva la Caprino-Spiazzi, storica gara in salita del veronese. 

«Mi sono avvicinato all’ambiente del rally anche grazie a questa gara – racconta Bottoni -. La passione per i motori è affare di famiglia, l’aveva anche mio papà. Per tanti anni sono stato però fissato con il calcio e non avevo mai preso in considerazione l’ipotesi di correre in strada. Crescendo e aumentando il numero degli impegni, di studio prima e di lavoro poi, ho abbandonato il calcio. Io e mio padre ci siamo approcciati al mondo del rally, iniziando a correre insieme». Le corse iniziano con una vettura a noleggio, una piccola Renault Clio, «abbiamo fatto un paio di gare insieme e successivamente abbiamo comprato una vettura nostra, con la quale ho iniziato a correre con maggiore frequenza e a ottenere qualche risultato». 

Da lì il grande salto con la partecipazione ad un Trofeo Twingo nel campionato italiano, arrivando secondi. «Abbiamo deciso di fare lo step successivo puntando su una macchina più performante, la Renault Clio classe R3 con la quale ho raggiunto risultati importanti. In quegli anni al mio fianco come navigatore c’era Daiana Ramacciotti e insieme abbiamo vinto un trofeo Ranault a livello nazionale nel 2018, qualificandoci per una gara in Francia da ufficiali Renault. Nel 2019 abbiamo partecipando nuovamente ai trofei Renault, vincendone uno e arrivando terzi nell’altro. Dal 2020 ho iniziato a correre con l’R5, la classe più performante con una Skoda Fabia, grazie all’aiuto della Scuderia Palladio e di Delta Rally. Come ad ogni cambio di vettura mi è servito del tempo per studiare e capire la macchina, ma con calma i risultati sono arrivati». 

“Il rally mi regala emozioni a cui non voglio rinunciare: l’adrenalina, la velocità, la sensazione allo start, lo spirito di squadra, la sfida con sè stessi, l’odore della benzina.”

Ora con Federico Bottoni corre Sofia Peruzzi, legata al pilota anche sentimentalmente. Il 2020 doveva essere l’anno della verità, con la partecipazione all’IRC (International Rally Cup), un campionato privato che mette in palio dei buoni premi a livello economico. «Siamo riusciti a fare solamente due gare sulle cinque programmate, perché poi tutto è stato sospeso a causa dell’emergenza sanitaria. Soddisfazione l’abbiamo avuta però anche dalla partecipazione al Rally Due Valli, la gara di casa, conquistando il secondo posto assoluto. Il 2021 non si apre nel migliore dei modi, con diverse gare già cancellate e una grande incertezza, stiamo vivendo alla giornata ma speriamo di tornare presto in pista». 

Una dimensione, quella del Rally, che per Bottoni deve rimanere conciliabile con il lavoro nell’azienda familiare che vende prodotti disinfettanti e detergenti a livello ospedaliero. «Sportivamente credo di aver trovato la giusta dimensione che mi permette di conciliare le due cose, se iniziassi a gareggiare a livelli più alti l’impegno e il tempo richiesto sarebbe davvero troppo. Il rally mi regala emozioni a cui non voglio rinunciare: l’adrenalina, la velocità, la sensazione allo start prima della partenza, il non voler mai arrendersi, lo spirito di squadra, la sfida costante con sè stessi, l’odore della benzina. Se non lo si prova è difficile capire cosa possa nascondersi dietro una corsa». Il sogno, ora, è quello di riuscire a vincere una gara: Bottoni ci è andato vicini più volte, con due terzi posti e un secondo posto assoluto.

RALLY: ECCO I PRIMI PASSI PER INIZIARE

Muovere i primi passi nel mondo del rally è semplice: per cominciare è sufficiente fare un corso teorico all’ACI , un corso prima licenza, per avere un’infarinatura generale a livello di regolamento. Finito il corso serve prendere la licenza e la tessera ACI, mentre non esiste nessun esame pratico a livello di pilota. Da lì si comincia l’esperienza su strada, generalmente con vetture a noleggio. Diverse le classi presenti, dalla più performante, come la R5, con macchine concepite solo per correre, fino alle più classiche macchine stradali alle quali vengono fatte piccole sistemazioni all’assetto, gli ammortizzatori o al cambio ma che mantengono un motore di serie.