Gianluca Tacchella è amministratore delegato della Carrera Jeans Spa, storica azienda del territorio e pioniera del denim italiano dagli anni ’60, quando il jeans inizia diventare un prodotto cult e il simbolo di un’intera generazionale.

Un’azienda, Carrera Jeans, che ha avuto una forte crescita industriale sul finire degli anni ’80 attraversando momenti decisivi nel cambio di paradigma del mondo tessile, fino a diventare l’azienda che è adesso con largo anticipo sui competitor italiani. 

«Negli anni – racconta Gianluca Tacchella, amministratore delegato di Carrera Spa – abbiamo affrontato l’aumento del costo della manodopera e della concorrenza straniera che proponeva gli stessi prodotti a prezzi più convenienti, così come la mancanza di disponibilità al lavoro davanti alla macchina da cucire. Dovendo assumere stranieri in Italia abbiamo deciso di spostarci direttamente all’estero. Adesso siamo in Tagikistan, nell’Asia centrale, con una filiera verticale che va dalla coltivazione del cotone al prodotto finito. Questo ci permette di avere prezzi molto competitivi mantenendo un’alta qualità, soprattutto nella materia prima». 

Carrera detiene la prima quota del mercato del denim in Italia, con circa il 10% della produzione, grazie ad un marchio che negli anni è riuscito a mantenere inalterata la qualità dei prodotti e la cura nella realizzazione dei capi. «Quando si parla di moda – racconta Tacchella – si tende a pensare a qualcosa che continua a cambiare; forse questo è vero per l’universo femminile, ma il consumatore maschile è molto più restio al cambiamento. Non dimentichiamoci che l’abbigliamento è il primo strumento della comunicazione non verbale e cambiare modo di vestire significa comunicare qualcosa di diverso. Per questo mantenere inalterato il nostro standard significa mantenere la nostra promessa verso i clienti».  

“Mantenere prodotti di eccellenza è mantenere una promessa con i clienti”

Per questo, in Carrera, la ricerca oggi prosegue e si concentra sull’interno dei tessuti, mantenendo inalterato l’esterno. «Il jeans più venduto –  spiega Tacchella – è un jeans che ha 50 anni di storia, un jeans che esternamente sembra sempre uguale anche se internamente è diventato, negli anni, profondamente diverso. Innoviamo i tessuti, ad esempio con trattamenti termoregolatori, senza far cambiare il prodotto». 

Il 2020 per Carrera Jeans si è chiuso positivamente, nonostante le difficoltà del settore tessile che ancora stenta a ripartire. «Le mascherine ci hanno permesso di compensare le difficoltà del settore, che inevitabilmente sarà in difficoltà anche nei prossimi tempi. Cambiando lo stile di vita dei consumatori, e venendo meno le occasioni sociali, è cambiato anche il tipo di abbigliamento di cui ognuno ha necessità. O riparte la socialità o l’abbigliamento ne risentirà sempre di più; l’ecommerce cresce, ma non compensa le mancate vendite in negozio».

CARRERA JEANS: BLOCKCHAIN PER TRACCIARE LA FILIERA

Carrera è la prima azienda in Italia ad aver attivato un progetto di blockchain per permettere di tracciare in modo trasparente la filiera tessile. Made in Block, questo il nome del progetto, vede insieme a Carrera Jeans la Pmi innovativa padovana EZ Lab. Sulle etichette dei capi sarà infatti stampato un QR Code che rivelerà al consumatore l’origine del capo che si indossa.