Apindustria Confimi Verona è l’associazione che rappresenta le piccole-medie, prevalentemente manifatturiere, imprese del territorio veronese. Gli associati, circa 800 con un taglio dimensionale medio intorno ai 15 dipendenti e un fatturato che si attesta tra i 5 e i 10 milioni di euro, appartengono principalmente al settore meccanico ma la rappresentanza si estende anche al comparto del marmo, dell’agroalimentare e del vitivinicolo, così come a quello del legno, dell’edilizia, al comparto del tessile, del grafico e del chimico.

«La gran parte dei nostri associati è riuscita a superare l’anno abbastanza bene – rivela il presidente Della Bella -, anche se con cali di fatturato mediamente intorno al 10-15%. Alcuni comparti, come quello del tessile, del legno e parzialmente dell’edilizia, hanno invece sofferto in maniera significativa, ma complessivamente la manifattura veronese ha resistito». 

“A livello nazionale c’è grande attenzione verso le PMI, un’occasione da non perdere”

Parliamo infatti di aziende sane  dal punto di vista finanziario che hanno potuto accedere senza troppe difficoltà alle diverse forme di assistenza, superando finanziariamente l’anno, con buoni risultati anche dal punto di vista occupazionale. «C’è stato un grosso ricorso alla cassa integrazione – spiega Della Bella – ma non ci sono significative volontà di licenziamento». 

Come associazione, Apindustria è stata a fianco degli associati per tutta la gestione dell’emergenza pandemica, supportandoli nel controllo delle misure di sicurezza nelle aziende, nella gestione delle casse integrazione, nell’assistenza finanziaria e nell’interlocuzione con il sistema bancario. «Un anno in cui l’associazione ha spinto su servizi che sono stati sempre presenti, ma mai come ora messi a dura prova» conferma Della Bella. 

Il 2020 ha inevitabilmente aperto nuovi interrogativi e prospettive, con un rinnovato interesse a livello nazionale verso le PMI. «Indubbiamente la spinta che il comparto delle piccole e medie imprese sta ricevendo per rinnovarsi ed evolvere è molto forte – commenta il presidente Della Bella -, ma le imprese devono essere in grado di intercettare queste opportunità. Superare l’emergenza sanitaria e tornare a lavorare come eravamo abituati in precedenza è impensabile. Alle aziende è richiesto qualcosa di nuovo, soprattutto per la mentalità dell’imprenditore veronese o veneto, individualista per sua natura. Questa situazione sta imponendo di fare rete, perché la dimensione media delle imprese non è adeguata al mercato futuro e  alle prospettive di interlocuzione a livello mondiale». 

Alle PMI sarà chiesto in particolare di crescere in managerialità, affidandosi a competenze specifiche in settori centrali come la sostenibilità o la gestione finanziaria. Un passaggio non immediato ma di certo obbligato, supportato dai giusti strumenti. «Servirà un cambio di mentalità – conclude Della Bella -. Solo con delle figure in grado di esportare e far conoscere il know-how aziendale si potrà tornare ad investire».

FONDATION OPEN FACTORY, AL VIA UN PROGETTO SPERIMENTALE

Ha preso il via alla fine di febbraio il progetto Fundation Open Factory, finanziato da diverse fondazioni tra cui Fondazione Cariverona e di cui Apindustria è partner. Un percorso sperimentale che vuole favorire la propensione all’innovazione delle Piccole e Medie Imprese, offrire opportunità di sviluppo per le Startup innovative e promuovere occasioni di formazione sul campo per giovani talenti, mettendo in relazione grandi player e aziende locali, studiando le necessità di sviluppo e innovazione delle aziende del territorio. Il progetto si articolerà in 3 fasi e durerà circa un anno.

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