Giancarlo Bertelli e Alberto Drezza
Giancarlo Bertelli e Alberto Drezza

SETTORE PUBBLICO E PMI, UN SODALIZIO LEGATO DAL COLLEGIO IMPRENDITORI EDILI DEL VENETO

Parlare di edilizia non significa riferirsi solamente all’ambito privato: il settore comprende infatti anche la realizzazione di opere pubbliche commissionate dagli enti e dalle istituzioni, così come le manutenzioni ordinarie a quanto già esistente. A provvedere alla loro realizzazione sono imprese specializzate: C.I.E.V. , il Collegio Imprenditori Edili del Veneto, le riunisce e dà loro rappresentanza sotto un’unica associazione. 

Il Collegio Imprenditori Edili del Veneto nasce nel 2018  per volontà dell’imprenditore veronese Giancarlo Bertelli, oggi presidente del Collegio, intenzionato a migliorare la normativa del comparto e rilanciare il settore legato all’edilizia pubblica.«Ho voluto fortemente creare questo collegio – racconta Bertelli – perché serviva tutelare quelle imprese, e i loro dipendenti, che lavorano solo con il settore pubblico, seguendo un modus operandi e una strutturazione aziendale differente da chi opera nell’edilizia privata». 

Sono 70 le pmi associate di C.I.E.V. all’interno della Regione Veneto, delle quali il Collegio ha premura di raccogliere costantemente istanze ed esigenze. «Agiamo in stretto contatto con il settore degli appalti – spiega Alberto Drezza, Direttore del Collegio e Vicepresidente dell’Unione Consorzi Stabili Italiani -. Offriamo un servizio di assistenza sulle concessioni e portiamo progetti e iniziative dei nostri associati sui tavoli di discussione regionali e statali. Quello che ci contraddistingue è il parlare di azioni concrete: essendo noi stessi addetti ai lavori, sappiamo tradurre le idee nella loro rispettiva fase applicativa». 

In particolare durante l’emergenza sanitaria, CIEV ha saputo fornire un’informazione capillare per riuscire a mantenere aggiornati tutti gli associati in modo chiaro e puntuale, districandosi tra i vari Dpcm. «La mattina successiva all’uscita dei decreti le aziende potevano già sapere quali erano le normative da adottare – spiega Bertelli -. In generale però, il 2020 e il 2021 sono stati anni che non hanno sconvolto il nostro settore. Siamo stati fermi un paio di settimane, ma il nostro Codice Ateco ci ha sempre consentito di lavorare: così le nostre imprese infrastrutturali sono sempre rimaste aperte e anzi, durante il periodo di lockdown, in cui le strade erano deserte, abbiamo lavorato di più».  

Se quello delle costruzioni pubbliche è un mercato attivo e sempre in movimento e anche in un periodo di pandemia si è mantenuto aperto a nuovi investimenti, alcune difficoltà sono state riscontrate nella ricerca di manodopera e relativamente ai rincari delle materie prime. CIEV, in riferimento all’aumento della richiesta di personale, sta muovendo le proprie risorse in ambito formativo attingendo a fondi destinati ad assorbire personale.«Abbiamo in corso dei progetti con le scuole, ma collaboriamo molto anche con le società di servizi interinali – spiega Bertelli». Per quanto riguarda l’aumento dei prezzi, il Collegio spera in un intervento da parte dello Stato, al fine di ridimensionare il problema: «Ci deve essere un automatismo per l’adeguamento prezzi nel momento in cui si arriva sopra ad una certa soglia» puntualizza Drezza. 

Gli obiettivi futuri sono chiari: oltre al lavoro per rendere esecutivi i progetti pubblici conforme alle normative, schierandosi dalla parte delle imprese e dei lavoratori, C.I.E.V. si prefigge di lavorare per la riqualificazione di un’intera categoria professionale. «Pensando al pubblico – conclude Drezza – è immediata l’associazione con idee quali la corruzione e gli appalti truccati. Vogliamo mettere fine a questa cultura del sospetto: l’edilizia pubblica è bene di tutti, e per questo motivo il Collegio vuole tutelarne gli interessi».

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