Filippo Manfredi
Filippo Manfredi

L’UNIVERSO DELLA BLOCKCHAIN

È tornato nella sua Verona, passando da una delle porte principali e più prestigiose della città. Filippo Manfredi, è il nuovo direttore di Fondazione Cariverona. 40 anni, a marzo 41, Manfredi aveva lasciato le sponde scaligere dell’Adige dopo il diploma al liceo scientifico nel 2000 per trovare presto una seconda casa a Trento dove ha iniziato i suoi studi universitari laureandosi in Economia e Commercio. Successivamente il suo CV si è arricchito anche di un diploma di Master in Business Administration (CUOA e BBS in Svezia). Proprio lì, a Trento, è partito dalla gavetta nell’area Comunicazione di Trentino Sviluppo Spa fino ad arrivare nel 2014 ad essere direttore del dipartimento Sviluppo Economico dello stesso ente. Nel 2016 il passaggio a Fondazione Caritro e dal 2021, come dicevamo, il rientro a Verona.

Da settembre ad oggi Manfredi è stato in continuo viaggio tra le province presidiate da Fondazione Cariverona, con la precisa volontà di mostrare vicinanza ai territori. «Ritengo sia necessario conoscere a fondo le esigenze dei singoli territori, soprattutto in questo periodo – ha specificato il direttore-. Girando e visitando le varie province, alcune molto diverse tra loro, abbiamo la possibilità di incontrare le istituzioni locali, di conoscere i soggetti beneficiari dei nostri bandi e di valutare in prima persona gli interventi o le progettualità che sono state realizzate anche grazie al contributo di Cariverona».

Infatti, anche se le tematiche economiche e sociali di fondo sono abbastanza similari, ci sono approcci diversi da parte della popolazione dei diversi territori presidiati dalla Fondazione. «Andiamo dal Bellunese, una zona di montagna tra il Friuli e il Trentino, a rischio spopolamento, passando da città con dinamiche differenti come Verona, Vicenza, Mantova o addirittura Ancona – ricorda Manfredi -. Riuscire a capire i bisogni delle singole comunità e aiutarle a esprimere al meglio le loro potenzialità è la nostra missione».

Verona, nello specifico, è secondo Manfredi un territorio che ha bisogno di essere stimolato su progettualità nuove, di medio e lungo periodo. Una città in cui riuscire a creare consenso attorno a dei progetti ambiziosi e strategici richiede tempo. «Sono convinto – sottolinea – che queste progettualità si possano avviare creando rapporti di fiducia reciproca con il territorio, e le fondazioni di origine bancaria hanno tutto il potenziale per generarli. La Fondazione deve lavorare su questo piano: stimolare le idee, riuscire anche a dialogare il più possibile con il territorio per mettere a terra dei progetti utili, funzionali e lungimiranti».

Valore che si crea anche attraverso i bandi 2022 che Fondazione Cariverona ha presentato lo scorso novembre e che mettono sul piatto per il prossimo anno 21 milioni di euro. «Abbiamo tre grandi obiettivi – specifica Manfredi – indicati già nel piano triennale 2020-2022, che vorremmo raggiungere per mezzo di questi nuovi bandi: il primo è quello della tutela dell’ambiente, messo leggermente in secondo piano nell’ultimo anno e mezzo da quello che sarebbe dovuto essere il terzo obiettivo nell’ordine, ovvero quello del benessere e della qualità della vita delle comunità, messe a dura prova dall’emergenza Covid. Nel mezzo tra le due c’è il secondo obiettivo, quello della valorizzazione del capitale umano. Nel 2022 ci concentreremo quindi sul tema ambientale su cui abbiamo ricevuto tante manifestazioni di interesse, anche da parte delle fasce più giovani della popolazione. In questo momento tra le più sensibili». 

Durante il 2022 sarà necessario pianificare il piano 2023-2025 che seguirà le linee del precedente triennio, anche per non lasciare incompiute alcune progettualità rallentate dalla pandemia. 

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