Maria Ordinario
Maria Ordinario

VERONA RISCOPRE IL PARCO NATURA VIVA

Parco Natura Viva è una realtà consolidata del territorio veronese, con oltre 50 anni di storia. Nasce nel 1969 per volontà dell’architetto Alberto Avesani, padre dell’attuale amministratore delegato Cesare Avesani Zaborra. Proprietario di un’azienda agricola tra i comuni di Bussolengo e Pastrengo, per passione personale e amicizia con lo zoo di Vienna, inizia ad ospitare animali nei suoi terreni. Per un’altra circostanza fortuita, il Circo Merano, all’epoca con sede a Bussolengo, lascia all’architetto un cucciolo di ippopotamo (il famoso Pippo, divenuto poi simbolo del Parco) che non poteva portare in tournée. In poco tempo nasce un forte l’interesse per i suoi animali esotici e l’architetto decide di aprire il primo safari, nel quale si entrava con l’auto. Trasformato successivamente in percorso pedonale faunistico, lo Zoo Safari di Pastrengo cambia radicalmente con il contributo di Cesare Avesani Zaborra, formatosi nei giardini zoologici del nord Europa: il nome diventa Parco Natura Viva e l’attività si concentra su un’azione di tutela di specie minacciate, ospitando animali con la finalità di mantenere il valore genetico della specie e lavorando per il loro reinserimento in natura.

A capo della sezione Marketing e Commerciale di Parco Natura Viva c’è Maria Ordinario, arrivata nella struttura 16 anni fa, dopo diverse esperienze all’estero nel settore del commercio internazionale e della comunicazione, come assistente personale dell’amministratore delegato. «I primi anni di lavoro sono stati caratterizzati da una grande trasformazione e internazionalizzazione del Parco – racconta Ordinario – ed era ormai chiara la necessità di strutturarsi maggiormente dal punto di vista commerciale e della comunicazione. Il dottor Avesani mi ha chiesto allora se me la sentissi di far nascere e gestire questa sezione: ho colto l’occasione e ho creato quello che oggi è il settore marketing e comunicazione, che si occupa anche delle politiche commerciali e delle offerte specifiche». Negli anni Ordinario fa sbarcare il Parco anche nel mondo social, stravolgendo la comunicazione e decidendo di internalizzare il comparto. «Una scelta vincente – commenta – che ha premiato tutti, me in primis, dandomi la soddisfazione di aver fatto nascere questa costola che oggi ha sicuramente un suo peso nella vita del parco».

Gli ultimi anni, Il 2020 in particolare, sono stati per il Parco molto complessi, una sorpresa amara e inaspettata, come li definisce Ordinario. Nel momento dell’annuncio della chiusura, infatti, il Parco si stava preparando ad un anno che avrebbe dovuto portare i frutti di precedenti investimenti fatti per la realizzazione della serra dei Giganti, un padiglione di quasi 1600 metri quadrati dedicato al tema del gigantismo e del nanismo in natura, il più grande sforzo economico dell’ultimo ventennio. «Avevamo aperto nel weekend della festa delle donne e quando il 9 marzo abbiamo avuto la notizia delle chiusure ci è caduto il mondo addosso. A una situazione finanziaria in bilico e molto severa, si aggiungevano le spese da sostenere per il mantenimento degli animali. Per trovare un’alternativa ai visitatori che sarebbero mancati, il Parco ha iniziato a cercare benefattori per gli animali ospiti. La risposta dalle aziende veronesi è stata eccezionale: abbiamo ricevuto carni, verdure e mangimi in quantità, ma anche donazioni spontanee. Alle aziende si è unito il calore della gente comune, che ha “adottato” animali del Parco e acquistato in anticipo biglietti d’ingresso, senza sapere esattamente quando avrebbe potuto utilizzarli». 

Da lì la presa di coscienza, da parte del Parco, della necessità di dare in cambio al pubblico informazioni e nuovi contenuti. «Abbiamo iniziato a creare attività per i bambini, piccole lezioni online per chi volesse approfondire specifici argomenti. In pochi mesi abbiamo dovuto fare un importante salto digitale, rendendo più performante il nostro sito, instaurando l’obbligo della prenotazione e riorganizzando il Parco per preparaci alla ripartenza. Abbiamo riaperto al pubblico il 21 maggio del 2020. Un po’ per effetto della riapertura, un po’ perché non era ancora consentito andare più lontano, molti hanno riscoperto le offerte del territorio. Il pubblico italiano, che mediamente nei mesi da maggio a settembre rappresenta il 50% dei nostri visitatori, nel 2020 ha toccato un picco del 75% per cento». 

Anche per il 2021 la risposta del pubblico è stata estremamente alta permettendo un buon andamento di stagione, complici anche le eccezionali condizioni meteo del mese di ottobre. Per il futuro, pur mantenendo fede ai capisaldi dell’istituzione che rappresenta, il Parco Natura Viva punta a diversificarsi ulteriormente, per assumere maggiore flessibilità in caso di condizioni estreme. Ci saranno nuove occasioni per le famiglie di vivere momenti esperienziali dentro il Parco, con un calendario di attività organizzate durante tutto l’anno. 

Parco Natura Viva
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