Sergio Pellissier
Sergio Pellissier

FC CLIVENSE, MOLTO PIÙ DI UN SOGNO

Per fortuna nel calcio moderno esiste ancora un po’ di romanticismo. Che le bandiere oggigiorno fossero rare lo sapevamo, che alcune di queste, come nel caso di Sergio Pellissier, si mettessero addirittura in gioco dal punto di vista imprenditoriale (e forse anche calcistico) per non far cadere nell’oblio vent’anni e più di gloria di un club cancellato dai campionati professionistici dal Collegio di Garanzia dello Sport del Coni per mancati versamenti Iva è qualcosa di meraviglioso.

Troppe le emozioni vissute all’ombra della diga per questo giocatore straordinario, arrivato a Verona nel 2002, per permettere che con un colpo di spugna venisse azzerato tutto: Pellissier ha vestito per ben 17 stagioni la maglia gialloblu, totalizzando 496 presenze e segnando ben 134 reti col Chievo (una anche con la Nazionale italiana nella sua unica presenza in azzurro contro l’Irlanda del Nord nel 2009, vinta 3 a 0), distinguendosi sempre per un comportamento corretto nei confronti dei compagni, della società e dei tifosi, che tuttora lo amano alla follia.

«Il mio intento – racconta Pellissier – era innanzitutto quello di riuscire a non far cadere nel dimenticatoio il Chievo. Una società alla quale devo tutto e a cui ho dato tutto. Quando sono venuto a conoscenza delle vicende giudiziarie che hanno portato all’esclusione del Chievo Verona dai campionati professionistici mi sono detto che qualcosa avrei dovuto fare. Economicamente parlando non ne avrei avuto la forza, quindi tentare di ripartire dalla serie D, tentativo poi fallito, e poi dalla Terza mi sembrava un modo per dare il mio contributo».

Mollare non è nelle corde del calciatore. Così, assieme ad Enzo Zanin, ex portiere e co- fondatore di questa nuova avventura, e a tanti amici che vogliono bene al Chievo, tra cui il mister Riccardo Allegretti, è riuscito a far partire questa nuova avventura. 

Un’operazione che è tutto fuorché nostalgica. Il progetto FC Clivense nasce con l’obiettivo di fondare una società nuova che sintetizzi tutto il bello che uno sport come il calcio deve e può dare; un progetto di sostenibilità attraverso cui fornire ai ragazzi che ne faranno parte princìpi e idee fondamentali per non perdere mai lo spirito di squadra e aggregazione. «L’obiettivo – spiega Pellissier – è creare una società all’inglese, dove sarà strettissimo il collegamento tra prima squadra e giovanili. Dove ci sia magari un impianto di proprietà e un’Academy per formare e individuare giovani promesse.  Il calcio quello bello passa per i ragazzi che credono sempre di arrivare a calcare i campi da gioco più prestigiosi e importanti, e noi dovremo essere bravi e capaci di insegnare il gioco del pallone, per provare a portare tutti in prima squadra. È un ideale, lo so bene, ma questa società deve essere in grado di sognare.

Un’operazione per la quale serviranno certamente capitali, per il quale si sta preparando un progetto sostenibile e maturo, «dove il denaro è uno strumento di crescita – puntualizza Pellissier – e dove è necessario investire consapevolmente, a piccoli passi, e sulla base di una programmazione seria. Ci piacerebbe far capire anche all’esterno la nostra filosofia. Vogliamo essere una società legata a doppio filo con il nostro territorio e il territorio significa persone: le persone che tifano, ma anche tutte coloro che capiscono l’importanza di un progetto così bello. Vorremmo instaurare fin da subito un dialogo con le imprese della nostra città per costruire con loro un processo che non sia solo investimento e sponsorizzazione, piuttosto un “cresciamo insieme”. Recuperiamo aree insieme, usiamo il calcio per essere presenti laddove ci siano, ad esempio, aree da ristrutturare, o progetti legati alla città e ai ragazzi che la abitano».

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