Cristina e Francesca Salvagno assieme al padre Giovanni

Con i primi di novembre sarà ufficialmente in vendita il freschissimo olio nuovo, frutto di una produzione olearia che, almeno in Valpantena, si sta rivelando di alta qualità. La zona, infatti, è stata graziata dal passaggio delle diverse grandinate nel corso dell’estate e la raccolta è pari a una quantità di oliva superiore del 30% rispetto alla media degli ultimi anni.

«Questa è la 97^ campagna olearia per il nostro frantoioafferma Giovanni Salvagno, che con le figlie Cristina e Francesca gestisce l’azienda familiare – che fin dal 1923 porta le olive a diventare olio e prodotti annessi integrando le tecniche tradizionali con quelle più innovative: e il raccolto di questo 2020, eseguito con il tradizionale sistema della “brucatura a mano”, fa ben sperare, tanto che abbiamo scelto di avviare la campagna olearia a metà ottobre, una settimana prima del previsto».

Giovanni Salvagno assieme alla figlie.

A differenza dello scorso anno, quando l’andamento climatico anomalo influì negativamente tanto che l’Italia, il secondo produttore europeo di olio di oliva, chiuse con il minimo della produzione degli ultimi decenni, il 2020 si è rivelato anno d’oro, almeno per quanto concerne la zona dell’est veronese, con ottimi riscontri in termini qualitativi, nonostante la resa in olio bassa, anche grazie ad un inverno particolarmente rigido e quindi fatale per la mosca olearia. A differenza dello scorso anno, quindi, tornerà acquistabile anche il Col Zaccaria,  filtrato e grezzo, qualità molto ricercata e apprezzata dai clienti.

E se il buon imprenditore sa sempre guardare al futuro, le sorelle Salvagno non hanno nulla da imparare. «Durante la quarantena io e mia sorella abbiamo acquistato un oliveto dismesso e abbandonato vicino ai campi già di proprietà – racconta Francesca – e, utilizzando prodotti esclusivamente al 100% vegetali, quindi di riuso dalla produzione olearia come l’acqua di vegetazione, abbiamo curato l’area e potato gli alberi. Inoltre abbiamo scelto di apporre trappole anti mosca olearia, evitando l’utilizzo di antiparassitari chimici, per rendere questo nuovo oliveto sperimentale completamente green e proiettato alla cura naturale».

Salute e benessere al primo posto, quindi, come da filosofia del frantoio, che ama ricordare a tutti come consumare un buon olio significhi curarsi della propria salute. «L’olio non è un condimento, ma un alimento – chiosa la Salvagno – e nutrirsi al meglio è cardine principale di una sana prevenzione».