Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Bitcoin!
La più famosa delle nuove monete digitali, le cosiddette criptovalute, è ormai sulla bocca di tutti e trova spazio su giornali e siti di informazione di tutto il mondo. Molto meno conosciuta, invece, è la tecnologia che ne permette il funzionamento, la Blockchain: uno strumento che, se usato in modo corretto, potrebbe permetterci di digitalizzare in completa sicurezza moltissimi servizi, eliminare gli intermediari e sburocratizzare una serie di pratiche. Cambiamenti che l’emergenza portata dal nuovo Coronavirus ha reso ancora più urgenti e necessari.

Come funziona? Si tratta di un archivio elettronico dove vengono registrate informazioni di varia natura. Questo registro non si trova fisicamente da nessuna parte o, meglio, si trova dappertutto perché è condiviso tra diversi nodi della rete, i blocchi della catena (da cui deriva il nome block-chain) e per questo motivo viene detto decentralizzato.
Proprio per la sua struttura il registro è immutabile: non può essere modificato senza il consenso della maggioranza della rete ed è quindi sicuro e affidabile. 

Impatti presenti e futuri. Grazie a queste caratteristiche sono tanti i settori che potrebbero beneficiare di questa innovazione, che permette tracciabilità, trasparenza e validazione dei dati, sempre nel rispetto della privacy.Ci sono già applicazioni concrete in ambito sanitario, nella distribuzione e nella gestione delle pratiche amministrative. I cosiddetti smart-contract, per esempio, potrebbero portare una vera e propria rivoluzione alleggerendo la tanto criticata burocrazia.Oltre ai limiti tecnologici legati alla giovane età della Blockchain (visto che è nata, insieme ai Bitcoin, appena nel 2008), a frenarne la diffusione fino ad oggi c’è stato anche e soprattutto un problema di tipo culturale: in pochi la conoscono e ancora meno sono coloro che ne hanno compreso il funzionamento e, quindi, le grandi potenzialità. Quando inizierà la rivoluzione della Blockchain? Ovviamente non abbiamo una risposta precisa a questa domanda, ma è certo è che questa tecnologia potrebbe farci davvero comodo.