Che la tecnologia sia parte integrante e naturale, specie per le nuove generazioni, della quotidianità è oramai un assioma. Abbiamo assistito, nell’ultimo ventennio, a una doppia spinta in ambito di innovazione: “verso l’interno”, nel senso che i prodotti tecnologici sono diventati uno strumento comune ed essenzialmente indispensabile per lo svolgimento della nostra vita, un’estensione di noi stessi; ma anche “verso l’esterno”, poiché la possibilità di connettersi, di collegarsi a distanza è divenuta, oltre che una consuetudine, una soluzione. Nell’ultimo anno abbiamo appurato quanto il mondo digitale abbia acquistato sempre più spazio e spessore, quando un imprevisto complesso come la pandemia ci ha fatto correre ai ripari proprio fra le vie tracciate dai settori tech e innovation. Pertanto, se dovessimo descrivere i capisaldi della società contemporanea e i propulsori della sua evoluzione, sicuramente ci verrebbe in mente il binomio tecnologia e innovazione: entrambi i fronti fanno parte di una sfera d’azione determinante nel nostro presente e descrittiva del nostro futuro. Lo sanno bene Cristina Pozzi e Andrea Dusi, milanese lei e veronese lui, che nel 2017 hanno fondato nella città scaligera Impactscool, impresa che si occupa di ricerca, consulenza e formazione dedicata al Futures Critical Thinking e che, in questi anni, ha preparato migliaia studenti e professionisti ad affrontare gli scenari futuri in modo consapevole. Per farlo in modo ancor più avanzato proprio quest’anno, grazie all’unione di Impact con il gigante della cultura italiana Treccani Scuola, è nato il polo Treccani Futura.

Da sx: Cristina Pozzi e Andrea Dusi

Cristina, Andrea: tema centrale di questa intervista è il futuro, che abbiamo detto essere inestricabilmente legato al sodalizio tecnologia-innovazione. Ma prima di focalizzarci su questo, facciamo qualche passo indietro e parliamo della vostra storia professionale: un percorso che parte da lontano e che, sin dall’inizio, è stato in un certo senso “visionario”. Qual è il vostro background e cosa c’è stato prima di Impactscool?

(Andrea) Innanzitutto vogliamo ringraziarvi per averci contattati, siamo molto contenti di questa opportunità. Per rispondere alla sua domanda: non so se sia stata una visione, perché vent’anni fa non avremmo mai pensato di essere arrivare a questo traguardo, oggi. Quello che posso dire è che è stato sicuramente un viaggio molto curioso, e forse anche coraggioso, per le scelte fatte: sia io sia Cristina lavoravamo come consulenti direzionali e dopo qualche anno abbiamo deciso di fondare insieme la società Wish Days, che operava nel mondo del turismo e dei servizi prepagati. È stato un impegno durato dieci anni e che, sin da subito, ha voluto contraddistinguersi per due valori che riteniamo fondamentali: il primo è l’innovazione concreta, il nostro obiettivo era innovare il più possibile rispetto a quello che esisteva allora; il secondo è “l’innovazione nel percorso”, lavorativo e imprenditoriale. Ho sempre pensato che andare al lavoro sorridendo, divertendosi, pur mantenendo alti la qualità e l’impegno, sia davvero molto importante. Questa è la nostra filosofia.

Nel 2016 abbiamo deciso di vendere la società a Smartbox: non è stata una scelta semplice, perché l’assetto aziendale era come quello di una famiglia, con cui abbiamo vissuto momenti straordinari. Siamo tuttora in ottimi rapporti con i colleghi di allora. Tuttavia, dopo quei dieci anni di Wish Days, sentivamo la forte l’esigenza di fare qualcosa di diverso, di dare un senso differente alla nostra vita, che non fosse solo la crescita economica o l’aumento del numero di linee di business eccetera. Una necessità interiore, intima. Per questo dico che la vendita è stata un atto di coraggio: quando si cede un’impresa, al di là della soddisfazione economica, si origina un punto interrogativo importante. Ma era quello che cercavamo.

Così, nel 2016, ci siamo interrogati su quale fosse la modalità migliore per avere un impatto significativo all’interno del sistema Paese nel quale viviamo, arrivando a individuare due macrosfere: la prima, quella del cambiamento climatico; la seconda, quella dell’educazione, vista la complessità del presente e l’incertezza del domani, quando si volge lo sguardo al futuro.

Nel 2017 arriva Impactscool: quali sono stati gli input che vi hanno fatto capire che un’impresa di questo genere sarebbe stata un valido punto di riferimento nel panorama educativo? Quali erano gli obiettivi di allora?

(Cristina) Siamo partiti soprattutto osservando. Quando si parla di impresa bisogna definire un’opportunità: nel nostro caso si trattava di una mancanza, qualcosa che andava risolto. Ci siamo accorti che il mondo correva veloce, si stavano verificando dei processi di cambiamento che in Italia, nel 2015, erano ancora poco noti, per lo meno sul piano divulgativo e scolastico. Un’ampia fascia della popolazione non conosceva queste novità in ambito tecnologico e digitale e, di conseguenza, non avevano nemmeno gli strumenti per partecipare in modo attivo, da protagonisti, ai cambiamenti.

Volevamo fare in modo che tutti potessero essere preparati sugli scenari futuri, tecnologici e scientifici e sugli effetti che essi avrebbero avuto sulle nostre vite. È sempre stata questa la visione che ci ha spinti. Da subito siamo partiti con moltissime attività e, nel giro di poco tempo, si è creata una community composta da oltre settanta ambassador in tutto il Paese, abbiamo siglato un protocollo d’intesa con il Miur per promuovere le attività in Italia, finendo per essere coinvolti anche in programmi quali la task force del Ministero dell’Istruzione istituita per rispondere all’emergenza Covid-19.

A marzo 2021 le potenzialità di Impact si sono ampliate ulteriormente con l’acquisizione da parte di Treccani Scuola, società del gruppo dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani: è nato così l’hub tecnologico Treccani Futura, che vi vede impegnati come Consiglieri delegati, Andrea come Ceo e Cristina come Coo – Responsabile contenuti. In cosa consiste e quali sono gli orizzonti che vuole esplorare?

(Andrea) Quando si parla di Treccani, si parla della cultura del nostro Paese. Quando ci hanno chiesto di fare un percorso assieme, per noi è stata una grande emozione: siamo orgogliosi di poter portare e insediare a Verona un pezzo dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani e del fatto che quest’ultimo veda proprio a Verona la possibilità di innovare e di innovarsi. Treccani Futura vuole essere quello che Treccani ha sempre rappresentato nell’ambito dei contenuti, ovverosia colei che fa contenuti certificati; ecco, noi vogliamo portare competenze certificate per tutte le fasce d’età. Il cuore pulsante dell’iniziativa resta a Verona, dove è situata la storica sede operativa, in via Pallone, 8.

Ph: Francesco Margutti

Sappiamo che dal 28 giugno prenderanno il via i corsi del Future Camp di Treccani Futura, rivolti ai giovani dai 14 ai 24 anni. Come si struttura il format e quali saranno i temi proposti?

(Cristina) I Future Camp vogliono essere una finestra sul mondo che verrà ma anche sul mondo di oggi. Hanno un taglio fortemente vòlto all’orientamento, oltre che all’educazione e alla formazione. I corsi si svolgeranno in forma digitale e sono studiati per essere un momento di confronto, di interazione e anche di socialità, fra ragazzi e ragazze da tutta Italia e anche dall’Europa. L’offerta è molto ricca, include percorsi per imparare a utilizzare meglio tutti gli strumenti del digitale, video, web, social network, audio, podcast. Sono, dunque, occasioni di approfondimento per diventare una sorta di piccoli eroi del mondo digitale con la giusta capacità critica, per coglierne i limiti e gli eventuali pericoli. Proponiamo corsi che presentano le cosiddette tecnologie esponenziali, come tutto il mondo dell’intelligenza artificiale, e poi la robotica, la stampa 3D, l’IoT, le biotecnologie, la blockchain, l’esplorazione spaziale. Ma parleremo anche di cambiamento climatico, di futuro, di sostenibilità; gli argomenti sono veramente tantissimi.

È possibile iscriversi in maniera molto fluida ai nostri moduli, partecipando a una, due o tre settimane di Camp in base alle esigenze, alle date e ai propri interessi. Il tutto viene gestito in modo tale da potersi confrontare con gli esperti che operano da protagonisti nei vari ambiti. 

Chiudiamo l’intervista ricordando un appuntamento speciale: Andrea è stato designato, infatti, come voce ufficiale di Tedx Verona per l’evento online “Democrazie digitale” del 2 giugno.

(Andrea) “Democrazia digitale” è un evento nazionale che coinvolge 24 Ted, in tutta Italia. Ciascuno ha nominato uno o due speaker a rappresentare questo momento: Francesco, Desiree e tutto il team di Tedx Verona mi hanno conferito questo grande onore/onere e per me rappresenta l’opportunità di trattare del diritto che ritengo sia il più importante per una società che vuole crescere e svilupparsi sana, coesa, unita, inclusiva e attenta al futuro, pur mantenendo uno sguardo al passato. Invitiamo tutti ad ascoltare l’intero evento. Gli ospiti sono tutti davvero interessanti, oltre al sottoscritto, che non lo è (ride, ndr). 

Andrea Dusi

Tedx, “Democrazia digitale”: l’evento in streaming il 2 giugno

Andrea Dusi, CEO di Treccani Futura, nuovo polo edtech italiano, sarà l’unico veronese a partecipare all’evento in diretta streaming Democrazia Digitale, in programma il 2 giugno in occasione del 75esimo anniversario della Repubblica e che vede coinvolti più di 50 speaker da tutta Italia, distribuiti in 24 eventi Tedx in 24 città italiane.

Visibile gratuitamente in diretta sulla piattaforma Virtualvenue.stream (previa registrazione) e sul sito di TedxVerona, l’evento affronta il tema di come il digitale ha cambiato i diritti e la democrazia e come la tecnologia può contribuire ad accelerare alcuni processi democratici e, a volte, a ostacolare e rallentarne altri.

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